Dal casolare di Chieti alla comunità di Vasto: le tappe della vicenda

Scritto il 01/09/2026
da agi

AGI -  La vicenda della famiglia nel bosco diventa un caso nazionale il 20 novembre dello scorso anno, quando i tre fratellini Trevallion che vivevano in un casolare isolato a Palmoli, in provincia di Chieti, vennero allontanati dai genitori per poi essere ospitati in una comunità di accoglienza per i minori a Vasto. 

La famiglia nel bosco, le tappe della vicenda 

Un atto, stabilito dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, conseguente la sospensione della responsabilità genitoriale a Nathan e Catherine. Oggi, a distanza di oltre un mese dalla chiusura dei termini per gli ultimi atti, il Tribunale per i minorenni ha sciolto la riserva sull'istanza per il rientro dei bambini in famiglia.

Istanza di ricongiungimento 

 - Il 7 giugno la consulente tecnica d'ufficio ha depositato la perizia definitiva. Il 25 giugno l'avvocato Pillon ha depositato l'istanza di ricongiungimento, composta da 99 pagine, nelle quali la difesa sostiene che siano intervenuti nuovi elementi tali da modificare il quadro sul quale erano stati assunti i precedenti provvedimenti.

Audizione protetta 

 - Il 7 luglio, i tre minori sono stati ascoltati in audizione protetta. Nel frattempo è arrivata anche una nuova relazione della neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti.

La memoria difensiva e la nuova abitazione 

- Il 19 luglio Pillon ha annunciato che il giorno successivo avrebbe depositato una memoria difensiva, facendo riferimento alle precedenti istanze. Nello stesso giorno è arrivato un altro elemento entrato nella valutazione del Tribunale. Il Comune di Palmoli ha comunicato il rilascio definitivo del permesso a costruire la nuova abitazione della famiglia, che nel frattempo si era sistemata in una casa concessa gratuitamente dall'amministrazione comunale.

Il sollecito i giudici 

- Il 20 luglio, quindi, sono scaduti i termini per il deposito dell'ultimo atto difensivo. Da quel momento, secondo quanto riferito dal difensore, il Tribunale era chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rientro depositata il 25 giugno. Il 7 agosto il difensore aveva presentato un sollecito, chiedendo che il pronunciamento arrivasse prima dell'inizio del nuovo anno scolastico.

Una richiesta motivata dalla necessità, secondo Pillon, di poter avviare in tempi brevi una “routine familiare conciliante”, come indicato dagli esperti clinici del servizio pubblico.