Il bimbo con il cuore bruciato resta in lista. I medici: "Condizioni gravi, ma stabili"

Scritto il 14/02/2026
da agi

AGI - "Ad oggi le condizioni del piccolo paziente restano stabili in un quadro di grave criticità". Lo scrive in una nota l'Azienda ospedaliera delli Colli, di cui fa parte l'ospedale Monaldi, riferendosi a Tommasino, il piccolo di due anni cui è stato trapiantato un cuore 'bruciato' da una errata conservazione il 23 dicembre scorso e che ora è da più di 50 giorni attaccato a una macchina cuore-polmone.

La Direzione Sanitaria "conferma che la decisione assunta nella giornata di ieri da parte Heart Team è stata quella di mantenere il bambino in lista di trapianto, sussistendo ad opinione del medico responsabile le condizioni cliniche". 

Condizioni gravi ma stabili

"Ad oggi le condizioni del piccolo paziente restano stabili in un quadro di grave criticità. È essenziale ribadire che la Direzione Generale dell'Azienda ha prontamente e con fermezza adottato tutti i provvedimenti necessari a tutela del piccolo e di tutti i pazienti che afferiscono all'ospedale, che è e resta un presidio di eccellenza e di alta specializzazione, garantendo che non vi fossero ricadute assistenziali. La Direzione Strategica collabora attivamente con gli organi inquirenti e i servizi ispettivi per fare chiarezza su quanto accaduto e per l'individuazione di eventuali responsabilità. La Direzione Strategica è l'azienda tutta, profondamente addolorati per l'accaduto, confermano la vicinanza alla famiglia", conclude la nota.

Il Bambino Gesù

Secondo l'ospedale Bambino Gesù, il bambino ricoverato al Monaldi di Napoli, trapiantato con un cuore 'bruciato', "non è più trapiantabile". Lo ha detto all'AGI l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, precisando però che per il Monaldi resta in lista trapianti.

"Parere negativo sulla trapiantabilità del cuore" 

"Ci hanno comunicato dalla Direzione del Monaldi che il Bambino Gesù ha dato parere negativo sulla trapiantabilità, ma secondo il medico che ha operato il bambino al Monaldi, il bambino è ancora trapiantabile. Quindi quanto meno fino a lunedì il bambino rimarrà in lista trapianti. Lunedì poi si aggiorneranno sulla questione". 

Il bimbo è collegato ad una macchina cuore polmone 

La mamma del piccolo aveva chiesto un secondo parere all'ospedale pediatrico romano. Il piccolo Tommasino, di 2 anni, è da oltre 50 giorni collegato a una macchina cuore-polmone dopo aver subito un trapianto di un cuore danneggiato. Il danno è avvenuto durante il trasporto da Bolzano al Monaldi di Napoli.

Mamma Patrizia aveva precedentemente comunicato che il Ministero aveva posto il figlio al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani, sperando nell'arrivo immediato di un cuore compatibile, ma oggi è arrivato il drammatico parere del Bambino Gesù.

L'indagine e il sequestro del contenitore

I Nas, cui nel frattempo è stata affidata l'indagine che vede 6 operatori sanitari già nel mirino dei pm, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per trasportare il cuore. Il danno è risultato causato da una errata conservazione con ghiaccio secco (anidride carbonica) nel trasporto da Bolzano al capoluogo campano, nonché di altra documentazione. Il contenitore sarà sottoposto a una perizia da parte di consulenti ancora non nominati. Il fascicolo aperto è per lesioni colpose.

L'intervento delle autorità 

Ieri, il ministro della Salute, Schillaci, ha disposto l’invio degli ispettori ministeriali presso gli ospedali San Maurizio di Bolzano e Monaldi. Anche il governatore della Regione Campania, Roberto Fico, ha inviato ispettori nel nosocomio napoletano per fare chiarezza sulla vicenda del trapianto fallito.

La mamma: "Abbiamo saputo dell'errore dai giornali"

Che il cuore trapiantato fosse danneggiato, la mamme e il papà di Tommasino lo hanno scoperto solo dai giornali molti giorni dopo: "In ospedale ci avevano semplicemente riferito che il trapianto non aveva avuto un esito positivo", ha raccontato Patrizia al Corriere della Sera.

"Dopo l’operazione mi fu detto solo che era stato attaccato ad un macchinario ECMO con due speranze: che ripartisse il cuore e che arrivasse un organo nuovo, ma ad oggi, dopo cinquanta giorni, non è avvenuto. In Terapia intensiva, dove è ricoverato, hanno fatto di tutto per far ripartire il cuore, ma purtroppo non ci sono riusciti. Ora sappiamo che a mio figlio avevano trapiantato un cuore che non funzionava". 

"Mio figlio non doveva essere operato" 

Quello che è realmente accaduto "lo abbiamo scoperto da giornali e tv. Mai avremmo immaginato una cosa del genere, che c’erano stati problemi nel trasporto e con il ghiaccio. C’è un po’ di rabbia. Se questo cuore non era utilizzabile, mio figlio non andava operato. E adesso potevo averlo ancora a casa con me". 

Legale, chiesto incidente probatorio

È stata fatta "un'integrazione di querela per i fatti di ieri". Lo spiega l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino che ha subito un trapianto di cuore il 23 dicembre scorso non andato a buon fine perché l'organo è risultato danneggiato.
Ieri in tarda mattina era stato chiesto alla direzione dell'ospedale Monaldi "di avere un secondo parere sulla reale possibilità di poter praticare un altro trapianto", spiega il legale, dopo "ci hanno detto che era stato fatto e che l'ospedale Bambino Gesu' ha risposto negativamente".

"Noi abbiamo voluto trasmettere i fatti alla magistratura che poi indagherà", aggiunge. "C'è stato detto che il bambino è ancora in lista perché il medico che lo ha operato e che sarebbe sospeso e probabilmente è tra gli indagati, è di altro parere. Noi auspichiamo che il Monaldi abbia ragione, ma ci chiediamo come sia possibile che lo stesso medico, sospeso, condizioni le scelte del Monaldi e il fatto che lui sarà il medico che opererà il bambino" in caso di nuovo trapianto, dice ancora.

"Secondo noi non deve essere lui a operare. Secondo noi c'è qualcosa da chiarire", l'opinione di Petruzzi. L'avvocato ha anche chiesto "l'incidente probatorio sulla cartella clinica, e gli altri documenti, come il parere del Bambino Gesù, con la nomina di un collegio". "Noi speriamo che abbia ragione il Monaldi sulla possibilità di fare un altro trapianto, pero' poi qui le questioni si intrecciano. Si deve capire fino a che punto si deve parlare di medicina o di medicina difensiva. La situazione è stazionaria, dobbiamo sperare che sia stazionario quanto più possibile", conclude l'avvocato.