AGI - "Ci dissociamo dalle violenze dei maranza, hanno rovinato il nostro messaggio di lotta pacifico anche se una parte del popolo ci sorregge ancora". Louis, 21 anni, studente universitario a Scienze dei beni culturali, è il rappresentante della sezione milanese di 'Italia in Piazza', il movimento che ha promosso il corteo di sabato diventato scenario di scontro tra le forze dell'ordine e alcuni dei partecipanti, in particolare con ragazzi molto giovani di seconda generazione.
"I maranza hanno esagerato, non è il metodo giusto - spiega in un'intervista all'AGI -. Posso arrivare a capire che si incendino i cestini dei rifiuti ma non quello che è successo. Anche a me è arrivata una sedia addosso e ringrazio gli agenti in borghese che mi hanno protetto con lo scudo. Molti di noi sono tra i feriti".
Le battaglie del movimento in chat
Ripercorre gli ultimi giorni, ricchi di eventi, a cominciare dalla creazione del movimento milanese. "Siamo nati intorno il 10-11 ottobre. Le nostre battaglie sono quelle del carovita, della sanità scadente, degli stipendi bassi, dei prezzi troppo alti per gli alloggi universitari. Siamo in tantissimi giovani ma l'età varia, dai 13 ai 70 anni. Assieme a me a coordinare c'è Andrea che è molto abile su TikTok e in effetti la nostra community è cresciuta molto rapidamente".
Il corteo a Milano e le "cose strane"
L'idea iniziale era quella di una manifestazione 'statica' in Duomo. "Forse mi sono un po' pentito che poi non lo sia stata - riflette Louis -. Mi sono fatto convincere da chi diceva che il corteo sarebbe stato meglio perché magari le persone, vedendo che eravamo senza bandiere di partiti o altro, ci avrebbero seguiti apprezzando i nostri temi. Abbiamo dato il preavviso alla Questura, abbiamo parlato a lungo con le forze dell'ordine sull'organizzazione. Quello che ci è parso strano è che siano state scelte delle vie piccole, dove è più facile che accadano scontri".
Louis sottolinea di non volere accusare le forze dell'ordine ma dice di avere notato delle "cose strane" nella gestione. Ripercorre la giornata: "Alle 11 ci siamo radunati con gli altri gruppi, abbiamo mangiato insieme e parlato tranquillamente con gli agenti in borghese. Intorno alle 15 sono arrivati i maranza e hanno iniziato a lanciare dei petardi belli grossi e la situazione ha iniziato a degenerare. Forse noi abbiamo esagerato con alcuni cori mandando a quel paese le forze dell'ordine, poi dalle 15 alle 16 l'aria è diventata molto pesante. I maranza erano lì per lo scontro e le bastonate, noi eravamo assolutamente pacifici".
Sul futuro la discussione è in corso: "Bisogna vedere come stanno i feriti e capire che traumi hanno i più piccoli, è nostro dovere proteggerli. Le prossime date per andare in piazza sarebbero il 29 e il 30 ma vediamo. Intanto tantissime persone si stanno aggiungendo al movimento in queste ore".

