AGI – La nuova ondata di minacce che ha causato pesanti disagi al traffico aereo in tutta Europa non accenna a placarsi. E mentre i contorni della vicenda si fanno sempre più complessi tra smentite, piste informatiche che portano in Sudamerica e sospetti di ingerenze straniere, sul tema è intervenuta direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Arrivando alla manifestazione Fieracavalli a Verona, la premier ha tracciato un quadro chiaro della vulnerabilità attuale:
"Gli attacchi hacker di questi giorni chiaramente devono preoccupare. Non siamo in grado oggi di dire se l'attacco al plasma in Francia, piuttosto che i finti allarmi bomba sugli aerei, piuttosto che l'aggressione nei confronti dei generi alimentari, siano tutti collegati, però ci dicono sicuramente tutti la stessa cosa: che oggi a essere sotto attacco sono le infrastrutture civili."
La nuova mail ai media irlandesi: "E' solo l'inizio"
Le parole della premier arrivano a poche ore da un nuovo salto di livello nell'escalation minatoria. Una mail è stata recapitata a ben 18 organizzazioni giornalistiche irlandesi (tra cui l'emittente pubblica RTÉ, Newstalk, Virgin Media e l'editore dell'Irish Independent).
Il messaggio giunge a una sola settimana da due importanti vertici europei previsti in Irlanda, ai quali parteciperanno circa 50 leader internazionali compreso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il testo, visionato dal Financial Times, recita:
"È solo l'inizio. In questo momento stiamo preparando una nuova ondata di attacchi. Quanto accaduto questa settimana è solo una piccola parte di ciò che attende l'Europa."
L'autore si presenta come "uno dei leader del gruppo responsabile" delle minacce e alza il tiro, minacciando esplosioni non solo su aerei, ma anche su navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni. Il messaggio ha fatto scattare l'evacuazione immediata di diverse redazioni (con la radio pubblica RTÉ costretta a trasmettere da un'unità mobile all'esterno) prima che la polizia accertasse il falso allarme. Sebbene le autorità di Dublino non abbiano ancora attribuito ufficialmente l'attacco, fonti governative britanniche confermano "forti sospetti di un coinvolgimento russo".
"Stato Maschile" nega alla Bbc
Parallelamente si infittisce il giallo sulla matrice delle prime minacce. Un canale Telegram legato al gruppo estremista e misogino russo "Stato Maschile" (Male State) e al suo fondatore Vladislav Pozdnyakov ha smentito al servizio russo della BBC ogni coinvolgimento nelle mail inviate giovedì mattina ad Aeroporti di Roma (ADR).
"Quale Male State? Non esiste più da anni. Se domani qualcuno firma una lettera di minacce a nome di Putin, cercherete di contattare il nostro presidente per fargli la vostra stupida domanda?", recita la risposta fornita alla BBC dal gruppo, formalmente messo al bando in Russia nel 2021.
A complicare il quadro investigativo ci sono i rilevamenti tecnici: secondo la BBC, l'indirizzo IP da cui è partita la mail indirizzata ad ADR — contenente insulti al "regime femminista" italiano — sarebbe riconducibile ai servizi sanitari pubblici di Bogotà, in Colombia. Resta da capire se si tratti dell'origine reale o di un server ponte (VPN o botnet) utilizzato dagli hacker per mascherare le proprie tracce.
Il bilancio sui cieli europei
Nonostante la psicosi, l'impatto operativo sul traffico aereo resta circoscritto. Eurocontrol ha precisato che i voli coinvolti rappresentano lo 0,0674% dei 26.709 collegamenti programmati in Europa per la giornata di venerdì.
Tutti gli aeromobili interessati sono atterrati in sicurezza e le bonifiche degli artificieri hanno dato esito negativo. Ciononostante, la risposta militare è stata imponente:
Le allerte più recenti hanno riguardato 18 voli legati a Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Ungheria, Cipro, Romania, Regno Unito e Portogallo.
In Ungheria, il ministro della Difesa Romulusz Ruszin-Szendi ha confermato che i caccia dell'Aeronautica militare sono dovuti decollare (scramble) tre volte per scortare velivoli civili in transito.
Negli ultimi tre giorni, la somma complessiva degli aerei deviati o sottoposti a controlli straordinari supera quota 35 velivoli.
Il premier irlandese Micheál Martin ha confermato che la macchina dei soccorsi e dell'intelligence è al lavoro a pieno regime: "Individueremo i responsabili e li chiameremo a rispondere delle loro azioni".

