“Agirono in buona fede”, tutti assolti nel processo sulla Torre Milano

Scritto il 16/06/2026
da agi

AGI - Nessuna condanna nel processo sulla Torre Milano. Sono stati tutti assolti perché il fatto non costituisce reato gli 8 imputati per abuso edilizio e lottizzazione abusiva nella prima sentenza nell'ambito delle numerose inchieste sull'urbanistica milanese. La pm Marina Petruzzella aveva chiesto otto condanne e la confisca del grattacielo Torre Milano di via Stresa.

La sentenza in aula a Milano accolta tra gli applausi 

La sentenza è stata accolta in aula dagli applausi. La pm Marina Petruzzella aveva chiesto 2 anni e 4 mesi di arresto e 50mila euro di ammenda per Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio, per gli imprenditori e costruttori Stefano e Carlo Rusconi, per Franco Zinna, ex dirigente della Direzione urbanistica milanese, e per Gianni Maria Beretta, architetto e progettista.

Erano stati chiesti due anni di arresto e 30mila euro di ammenda per Francesco Mario Carrillo e Maria Chiara Femminis e un anno di arresto e 16mila euro di ammenda per Pietro Ghelfi, tre ex funzionari dello Sportello unico del Comune.

Tutti assolti gli imputati del processo sulla Torre Milano 

Gli imputati del processo ‘Torre Milano’ sono stati assolti perché hanno agito in buona fede a fronte di una giurisprudenza sul concetto di ‘ristrutturazione’ che è cambiata negli anni. Lo spiega in una nota il presidente del Tribunale Fabio Roia.

Il giudice: "Manca l'elemento soggettivo del reato"

“Manca l’elemento soggettivo del reato, sia doloso che colposo, atteso che solo negli ultimi anni la giurisprudenza penale, quella amministrativa e finanche le pronunce della Corte Costituzionale più recenti - scrive Roia - hanno offerto diverse interpretazioni del concetto di ristrutturazione”.

La sentenza di assoluzione

“La giudice dottoressa Paola Braggion ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula 'il fatto non costituisce reato' nel procedimento a carico di Carlo Rusconi e di altri sette - si legge ancora nel comunicato - riservando il deposito della motivazione in giorni 90.

Il progetto edilizio e le accuse

I costruttori e l'asseveratore del progetto sono stati chiamati a rispondere della realizzazione di un intervento edilizio, alto oltre 87 metri, con titolo illegittimo (SCIA con Atto d’Obbligo) e, dunque, senza il necessario permesso di costruire trattandosi di nuova costruzione e non di ristrutturazione e senza previo piano attuativo.

Il ruolo dei funzionari del Comune

I funzionari del Comune di Milano sono stati citati per rispondere penalmente per aver concorso (dolosamente) o cooperato (colposamente) a tale realizzazione rilasciando un titolo illegittimo e redigendo una delibera dirigenziale che rendeva possibile tale costruzione in contrasto con norme statali fondamentali, e senza provvedere alla redazione di piano attuativo.

La prassi amministrativa consolidata

Inoltre, la prassi consolidata del Comune di Milano, discendente dall'applicazione della Legge Regionale, del PGT e del Regolamento Edilizio, avallata dall'Avvocatura Comunale fin dal 2002, ratificata fino al 2023 con la circolare numero 1 del Comune e sostenuta dalla pacifica giurisprudenza amministrativa dei Tar e del CDS, consentiva l'intervento Torre Milano con il titolo effettivamente rilasciato a OPM srl.

L'Asseveratore del progetto deve essere altresì assolto dall'imputazione di falsa attestazione della conformità del progetto ai requisiti del PGT e della legge per mancanza di dolo, in quanto nella sua relazione ha attestato ciò che riteneva corretto e non sapeva essere “falso” secondo le interpretazioni della giurisprudenza penale amministrativa successiva, impostasi dopo oltre 7 anni dalla sua relazione”.