Un test genomico potrebbe risparmiare la chemio per il cancro al seno

Scritto il 02/06/2026
da agi

AGI - Un test genomico rivoluzionario potrebbe risparmiare la chemioterapia a milioni di pazienti affette da cancro al seno. Lo studio suggerisce che i pazienti con un punteggio basso al test potrebbero essere trattati con la sola terapia ormonale ottenendo risultati pressoché identici.

Questa innovazione permette ai medici di determinare quali pazienti possono evitare la chemio in sicurezza, aprendo la strada a una nuova era della medicina personalizzata. I risultati saranno presentati sabato a Chicago in occasione del più grande congresso mondiale sul cancro, l'incontro annuale dell'American Society of Clinical Oncology.

Lo studio Optima

Lo studio Optima, condotto dall'University College di Londra, ha seguito oltre 4.000 pazienti con diagnosi recente di tumore al seno nel Regno Unito, Norvegia, Svezia, Australia, Nuova Zelanda e Thailandia. Ha rilevato che le pazienti con un punteggio basso nel test genomico potevano essere trattate in sicurezza con la sola terapia ormonale.

Testimonianze e risultati

Una donna che ha partecipato alla sperimentazione ha dichiarato al Guardian che poter saltare la chemioterapia le è sembrato "come Natale". Nove anni dopo la diagnosi, aver effettuato il test e aver evitato la chemioterapia, è in buona salute e si gode una vita piena e attiva.

Dichiarazioni dei ricercatori

Il professor Rob Stein, responsabile principale dello studio e professore di oncologia mammaria presso l'UCL, ha dichiarato: "Optima affronta una sfida di lunga data nella cura del tumore al seno: identificare chi trae realmente beneficio dalla chemioterapia e chi no. I nostri risultati dimostrano che molte pazienti possono evitare la chemioterapia in tutta sicurezza, senza compromettere i risultati della terapia".

"Questi risultati rappresentano un passo importante e significativo verso trattamenti più personalizzati. Lo studio ha utilizzato con successo la biologia del tumore per guidare le decisioni, anziché basarsi esclusivamente sulle caratteristiche cliniche tradizionali. Per i pazienti, questo significa che molti potranno essere risparmiati dal peso fisico ed emotivo della chemioterapia e dai suoi potenziali effetti collaterali a lungo termine. Per i sistemi sanitari, rappresenta un utilizzo delle risorse più efficiente e basato su dati concreti".

Il test Prosigna

Il test Prosigna, prodotto dall'azienda diagnostica globale Veracyte, analizza l'attività di 50 geni nel tessuto tumorale. Determina il sottotipo molecolare e fornisce un punteggio che indica il rischio di recidiva del tumore al seno nei successivi dieci anni, aiutando i medici a decidere se la chemioterapia sia opportuna o meno.

Struttura dello studio

Lo studio randomizzato ha coinvolto 4.429 pazienti di età pari o superiore a 40 anni affette da carcinoma mammario ormono-positivo. Questa è la forma più comune di carcinoma mammario, che rappresenta fino all'80% dei casi a livello globale.

I partecipanti sono stati assegnati a uno dei due gruppi di trattamento. Nel gruppo di trattamento standard, i pazienti hanno ricevuto chemioterapia seguita da terapia ormonale. Nel secondo gruppo, i tumori dei pazienti sono stati analizzati mediante test genomico.

I pazienti con un punteggio elevato hanno ricevuto chemioterapia e terapia ormonale. Quelli con un punteggio basso sono stati trattati solo con terapia ormonale. La radioterapia e gli altri trattamenti sono stati somministrati come di consueto a entrambi i gruppi.

Risultati clinici

Nel secondo gruppo, i risultati hanno mostrato esiti estremamente simili sia con che senza chemioterapia. Cinque anni dopo il trattamento, il 95% delle pazienti sottoposte a chemioterapia e terapia ormonale era ancora in vita e libera da recidive di tumore al seno, mentre il 94% di coloro che non avevano effettuato la chemioterapia era anch'esso in vita e libero da recidive.

I risultati suggeriscono che per coloro che hanno ottenuto punteggi bassi nei test, la chemioterapia ha offerto pochi o nessun beneficio aggiuntivo, il che significa che i pazienti potrebbero evitarla in tutta sicurezza, così come i suoi effetti collaterali.

Partecipazione e limiti

Alcuni uomini hanno partecipato allo studio, finanziato dal National Institute for Health and Care Research (NIHR), da Veracyte e da associazioni benefiche per la lotta contro il cancro, ma il loro numero era troppo esiguo per trarre conclusioni definitive per questo gruppo.

Conclusioni dello studio

Il professor Iain MacPherson, co-responsabile dello studio e professore di oncologia mammaria all'Università di Glasgow, ha dichiarato: "Optima fornisce prove solide e rivoluzionarie che dimostrano come sia possibile ridurre in modo sicuro l'uso della chemioterapia per molte pazienti affette da tumore al seno ormono-sensibile."

"Questi risultati rappresentano un importante passo avanti nell'erogazione di cure più personalizzate e precise, garantendo che le decisioni terapeutiche siano guidate da ciò che migliorerà realmente gli esiti per i pazienti, evitando al contempo tossicità non necessarie. Il potenziale impatto sia per i pazienti che per i servizi sanitari è considerevole".