AGI - Chi vuole lasciare la casa per troppo dolore, chi per lo stesso sentimento non vuole abbandonarla. Nelle ore in cui si discute dell'arresto di Jacques Moretti per violenze sulla moglie Jessica, emergono due storie dalle attività della Fondazione Beloved che sta aiutando le vittime "collaterali" dell'incendio.
L'amicizia tra Camille e Cyane
Camille C. e Cyane Panine condividevano tutto: la stessa città d'origine in Francia, la scelta di andare a lavorare in Svizzera come cameriere stagionali, le amicizie, gli interessi. Cyane era la ragazza col casco sulle spalle di un collega che portava le bottiglie con le candele scintillanti al "Le Constellation", un'immagine che ha fatto il giro del mondo e che sarà sempre legata alla "strage" dei ragazzi di Crans-Montana.
La Fondazione Beloved
Cyane è morta a 24 anni, Camille C., che era passata a dare un saluto e ad augurare buon anno all'amica al lavoro, è rimasta ferita ma è sopravvissuta. A quanto apprende l'AGI, Camille C. si è rivolta alla Fondazione Beloved, creata dal Canton Vallese per aiutare le vittime dell'incendio, perché, ha spiegato nella domanda di assistenza, non voleva più vivere nei 25 metri di casa a Crans-Montana dove aveva condiviso tutto con Cyane.
Troppo dolore e troppi ricordi
Troppo dolore, troppi ricordi ora senza felicità. La Fondazione ha vagliato e accolto nei giorni scorsi la richiesta e alla ragazza, che ha dato vita al popolare profilo TikTok "CamillaCyane", l'unione dei due nomi, per ricordare la sua "migliore amica", ha destinato 2mila franchi al mese per lasciare l'abitazione.
L'inchiesta e il ruolo dei coniugi Moretti
Un passaggio ritenuto importante per elaborare il lutto. Il ruolo di Camille come testimone viene considerato fondamentale anche dalla Procura di Sion nell'inchiesta per omicidio, lesioni e incendio colposo che vede sedici indagati, tra i quali i gestori Jacques Moretti e Jessica Moretti. La ragazza ha raccontato che fu Jessica Moretti a chiederle di indossare il casco, una versione diversa da quella di Jessica secondo la quale l'iniziativa sarebbe stata della giovane.
L'aiuto alla madre che ha perso il figlio
La seconda storia riguarda una madre svizzera che ha perso il figlio giovanissimo nell'incendio e che ha fatto domanda per un aiuto economico alla Fondazione Beloved perché non voleva lasciare la casa con la stanza del ragazzo in cui sono condensati i ricordi del figlio. Anche in questo caso la Fondazione le è andata incontro con un aiuto economico per pagare l'affitto per un anno.

