Da un lato la soddisfazione per l'allungo in campionato e il lunedì di riposo per preparare il quarto di finale di Coppa Italia di domani sera contro il Torino («perché anche il riposo fa parte dell'allenamento», ama dire saggiamente Cristian Chivu), dall'altro la preoccupazione per le conseguenze che il petardo di Cremona può avere sulla tifoseria nerazzurra. E prima del giudice sportivo, che si riunirà soltanto domani perché occorre aspettare il posticipo Bologna-Milan, è il Viminale a decidere quale punizione colpirà l'Inter, o meglio proprio i suoi tifosi.
L'Osservatorio del Ministero degli Interni sulle manifestazioni sportive, che di solito si riunisce al martedì, stavolta l'ha invece fatto a inizio settimana: oggi sapremo quali sono le sue decisioni. Il rischio non è tanto la curva chiusa a San Siro (e la prima partita sarebbe quella contro la Juventus del 14 febbraio), quanto le trasferte vietate ai tifosi nerazzurri per almeno 3 partite. Sarà poi ovviamente il giudice sportivo a stabilire l'entità della multa per il club nerazzurro.
Si va quindi verso una punizione superiore alle prime ipotesi, perché nel frattempo a Cremona le indagini hanno stabilito che ad avere portato i petardi all'interno dello stadio Zini non è stato un solo tifoso, poiché è sicuro che l'uomo ricoverato domenica sera all'ospedale non è il responsabile materiale del lancio che ha colpito Audero. «Siamo in stretto contatto con le Autorità e nel momento in cui saranno identificati tutti i responsabili, l'Inter provvederà ad esercitare la clausola di gradimento per impedire il loro ingresso a San Siro», ha spiegato il presidente Marotta, che già a caldo aveva fermamente condannato l'episodio e sottolineato la sportività di Audero. «Ho rivisto le immagini, poteva andarmi molto peggio», ha commentato il portiere grigiorosso sui social.
Grave e preoccupante che per la terza settimana consecutiva l'Osservatorio debba prendere decisioni molto forti, dopo avere già bloccato fino al termine della stagione le trasferte dei tifosi di Roma e Fiorentina (20 gennaio) e Napoli e Lazio (27 gennaio), tutti coinvolti in scontri fisici lontano dagli stadi.

