Il cosiddetto mercato di riparazione, refugium peccatorum di tecnici con la panchina che scotta e società che temono di mancare gli obiettivi stagionali si è chiuso un po’ in sordina, senza grossi colpi ad effetto. Se a fare notizia fuori dall’Italia è il passaggio di Karim Benzema all’Al Hilal di Simone Inzaghi, la Serie A perde in extremis un talento cristallino come Ademola Lookman, passato all’Atlético Madrid del Cholo Simeone. Se alcune società si sono fatte notare per l’estrema cautela negli acquisti, Roma e Milan hanno impressionato per il numero e la qualità dei nuovi arrivi. Ci vorrà qualche settimana per capire chi abbia scoperto un diamante grezzo e chi, invece, avrà fatto un buco nell’acqua. Questo è il nostro pagellone a caldo del mercato invernale delle squadre di Serie A.
Atalanta, troppi addii? (5,5)
La società orobica ha approfittato del mercato invernale per fare un po’ di “pulizia” in rosa e consentire a Palladino di adeguare la squadra al suo progetto tecnico. Il bilancio assoluto è piuttosto preoccupante visto che c’è stato un solo arrivo di peso come Raspadori contro tre addii piuttosto pesanti come quelli della star Ademola Lookman e di giocatori di prospettiva come Brescianini e Maldini. Nessuno di questi addii è particolarmente sorprendente: che il nigeriano avesse voglia di cambiare aria lo si sapeva da parecchi mesi mentre sia il centrocampista bergamasco che il rampollo della dinastia Maldini venivano utilizzati con il contagocce. La qualità ne soffrirà di sicuro ma la nuova Dea di Palladino potrebbe beneficiare grandemente del ritorno in patria del centravanti della Nazionale. Vedremo se, magari dopo qualche infortunio, il tecnico orobico non dovrà rimpiangere queste cessioni.
Bologna, non ci siamo (5)
I brontolii della tifoseria rossoblu si sono sentiti ben oltre le mura del Dall’Ara e confermano quanto le scelte della società felsinea siano sembrate ai più incomprensibili. Dopo aver costruito un gruppo eccellente, buona parte degli arrivi in estate si sono rivelati dei flop. La scommessa Immobile è finita subito con il suo trasferimento a Parigi e la proprietà non è riuscita a fornire ad Italiano un attaccante di ruolo. Ancora più controverso lo scambio con la Juventus che ha portato l’ottimo Holm a vestire il bianconero ed il discontinuo Joao Mario trasferirsi all’ombra delle Torri degli Asinelli. Helland è una scommessa di quelle che hanno reso Sartori famoso ma è sicuramente un grosso rischio mentre l’arrivo di un giocatore di sostanza come Sohm non sembra compensare la perdita di pedine molto utili e versatili come Fabbian e Sulemana. Al momento le perplessità sono davvero tante: vedremo se il maestro Italiano riuscirà a trovare la quadra prima che la stagione naufraghi del tutto.
Fiorentina, ora o mai più (6+)
Considerato il momento orribile della Viola, che sta vivendo una delle stagioni più disastrose degli ultimi decenni, l’esigente pubblico del Franchi si aspettava una rivoluzione in rosa e, tutto sommato, non è stato deluso. Cinque arrivi e quattro addii, tutti piuttosto indolori come la partenza di Dzeko in direzione Gelsenkirchen o l’incostante Pablo Marì verso l’Arabia sono un bilancio non disprezzabile. La logica della società sembra chiara: serve gente disposta a lottare, a caccia di rivincite, pronta a lottare con le unghie e coi denti. Fabbian e Brescianini hanno lasciato Bologna col dente avvelenato mentre Harrison è uno che non si tira indietro quando c’è da sgomitare. Importante, poi, l’arrivo di un giocatore d’esperienza come Rugani, fondamentale per riportare la calma in uno spogliatoio sull’orlo di una crisi di nervi. Se Solomon è una scommessa, per il resto si tratta di giocatori di buona qualità che un tecnico esperto come Vanoli potrebbe sfruttare al meglio. La società il suo l’ha fatto: ora sta al gruppo rispondere al meglio e rimettere in carreggiata una stagione disgraziata.
Inter, bene ma non benissimo (6-)
Considerato che l’Inter ha a disposizione la migliore rosa della Serie A, aspettarsi fuochi d’artificio nel mercato invernale sarebbe stato chiedere troppo. I colpi effettuati da Piero Ausilio sono pochi e non sono certo in grado di scaldare i cuori dei tifosi ma, visti in prospettiva, sono testimonianza di un progetto a lungo termine. Sia Jakirovic che Massolin sono giocatori poco conosciuti al grande pubblico ma dei quali si parla molto bene da tempo, tanto che l’Inter ha concesso al classe 2002 di rimanere a Modena fino a giugno pur di non farlo andare al Bologna. Il giovanissimo difensore croato è invece disponibile da subito ed ha fatto vedere cose eccellenti alla Dinamo Zagabria: colpo davvero interessante, specialmente se dovesse confermarsi anche in un campionato ostico come quello italiano. A far precipitare il voto per la Beneamata è, però, l’impossibilità di fornire a Chivu un’alternativa sulla fascia destra all’incostante Luis Henrique. Naufragate le trattative per Perisic, Diaby o i vari piani B, l’Inter non ha risolto il suo problema più grave. Bene, non benissimo.
Juventus, manca una punta vera (6)
Sul fatto che Spalletti avesse chiesto senza troppi giri di parole un centravanti vero per portare ancora più peso all’attacco bianconero si è scritto fin troppo nelle scorse settimane. Alla chiusura del mercato nessuna delle trattative intavolate dalla società torinese per accontentarlo sono andate a buon fine: da Zirkzee a Kolo Muani, da Mateta ad Icardi, un buco nell’acqua dopo l’altro. David ed Openda stanno migliorando ma il tecnico di Certaldo sicuramente non ha fatto i salti di gioia alla prospettiva di dover andare avanti solo con loro. Il resto? Una serie di mosse interessanti ed oculate: lo scambio Holm-Joao Mario è un grosso passo avanti mentre l’arrivo di Boga dal Nizza potrebbe essere un colpaccio, specie se le sirene per Yildiz dovessero intensificarsi in estate. La Juventus continua a guardare lontano, facendo arrivare alla Next Gen giovani di belle speranze come Licina e l’impronunciabile Oboavwoduo da Bayern e Man City. Alla fine della fiera, però, Spalletti non ha ricevuto un solo titolare e non ha più a disposizione né Rugani né Joao Mario.
Lazio, un pasticcio dietro l’altro (4,5)
La baruffa chiozzotta del mancato trasferimento di Romagnoli all’Al Sadd di Roberto Mancini è la ciliegina su una torta particolarmente indigesta per i tifosi delle Aquile. Il leader della difesa biancoceleste rimarrà fino all’estate a Formello, parecchio scocciato e con il morale sotto i tacchi. Considerato quanto fossero alte le aspettative per la riapertura del mercato, la montagna ha partorito il proverbiale topolino. Il bilancio lascia abbastanza basiti: se ne vanno due giocatori fondamentali per l’undici di Sarri, arrivano diversi giocatori potenzialmente interessanti ma che dovranno adattarsi o al ruolo o al campionato italiano. La società ha provato in extremis a far arrivare sotto il Cupolone un talento come Frattesi ma l’Inter si è messa di traverso, considerandolo fondamentale anche se a partita in corso. Tra i nuovi arrivi solo Maldini sembra offrire qualche garanzia mentre per gli altri bisognerà solo sperare che gli scout laziali ci abbiano visto giusto. Invece di fornire a Sarri giocatori pronti all’uso per una difficile rimonta, si è ancora deciso di scommettere per il futuro. Un gioco molto pericoloso che potrebbe costare alla Lazio tutti gli obiettivi stagionali.
Milan, poche mosse ma buone (7)
Come è possibile che una società che è rimasta praticamente immobile nel mercato invernale, mettendo a segno solo due acquisti ed una cessione, possa prendere un voto così alto? Perché il colpo più grosso il Milan l’ha concluso convincendo Mike Maignan a rinnovare il suo contratto con i rossoneri. Risolvere in maniera indolore, senza grosse polemiche o mal di pancia, una diatriba che avrebbe potuto avvelenare lo spogliatoio è stato il regalo più gradito per Max Allegri. Il francese offre molto di più delle sue super-parate: porta calma ed equilibrio ad una difesa che, senza lui in campo, crollerebbe in cinque minuti. Cosa dire, poi, dell’arrivo di Fullkrug, un colpo da maestri, considerato quanto poco ci abbia messo per diventare fondamentale negli schemi di Allegri ed inserirsi alla perfezione in un gruppo ancora in evoluzione. Qualche tifoso avrà storto la bocca quando Tare ha bloccato il passaggio di Mateta per un problema al ginocchio ma, tutto sommato, il Milan non può lamentarsi troppo. Una volta recuperati alcuni giocatori chiave, i rossoneri sembrano pronti a continuare il duello con i poco amati cugini per la vetta della classifica.
Napoli, si poteva fare di più (5,5)
Considerata l’infermeria strapiena, Antonio Conte non sarà stato certo contento di sapere che, invece dei quattro, cinque acquisti richiesti, a Castel Volturno arriveranno solo due nuovi giocatori. L’obiettivo numero uno del mercato dei partenopei avrebbe dovuto essere un rimpiazzo per il capitano Di Lorenzo, fuori per parecchie settimane ma l’uscita dalla Champions ha tolto budget agli uomini mercato, che non sono riusciti a trovare giocatori da Napoli a prezzi ragionevoli. Sulla carta gli addii di Lucca e Noa Lang sembrano duri da digerire ma nessuno dei due era riuscito a trovare un posto nei meccanismi dell’undici di Conte. I due arrivi potrebbero sorprendere, visto che sembrano molto interessanti. Il brasiliano Giovane del Verona è versatile, rapido, fantasioso e potrebbe aiutare il Napoli nel trovare varchi nelle difese più ostiche. Alisson Santos, arrivato in extremis dallo Sporting Lisbona, non è uno dei colpi importanti che piacciono a Conte ma sembra perfetto per le necessità del Napoli. Finora come esterno sinistro giocava Elmas, una soluzione d’emergenza: il classe 2002 brasiliano, invece, non solo gioca da sempre in quel ruolo ma ha anche segnato il gol decisivo per la qualificazione dello Sporting in Champions.
Roma, è quasi rivoluzione (7,5)
Nonostante la stagione dei giallorossi, a parte qualche battuta d’arresto pesante come quella con l’Udinese, sia tutt’altro che negativa, Gasperini aveva fatto alcune richieste precise su come operare sul mercato. Una su tutte era imperativa: voglio un giocatore con le caratteristiche di Malen. La società l’ha accontentato e l’olandese ha avuto un impatto importante sia in campionato che in Europa League. L’arrivo di Robinio Vaz è stato accolto con meno interesse ma anche lui ha fatto vedere cose positive nelle prime uscite con la maglia della Roma. L’unica delusione per i tifosi giallorossi è stato il mancato arrivo di Nkunku, che ha deciso di rimanere a Milano ma l’ultimo colpo, Bryan Zaragoza dal Bayern Monaco via Celta Vigo, potrebbe essere ancora più intrigante. Il classe 2001 spagnolo è uno di quei maniaci del dribbling, rapidi e brevilinei, che fanno impazzire i tifosi anche se sembrano inadatti al calcio fisico e muscolare di oggi. Fin dal suo arrivo, il Gasp si era lamentato della mancanza di un’ala sinistra che potesse saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Zaragoza potrebbe essere perfetto per questo ruolo. Se il tecnico di Grugliasco dovesse riuscire a ridurre i passaggi a vuoto, la Roma potrebbe togliersi parecchie soddisfazioni in questa seconda parte della stagione.

