Sabato 4 Aprile : Un’omelia greca del IV secolo

Scritto il 05/04/2026
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Ecco venire l’ora in cui appare la luce benedetta di Cristo; si levano i puri raggi dello Spirito ed il cielo apre i tesori della gloria divina. La notte vasta e oscura è inghiottita, le spesse tenebre si disperdono, l’ombra triste della morte annega nel buio. La vita si riflette su ogni cosa; tutto è riempito di luce senza fine. L’Aurora delle aurore sale sulla terra e "colui che era prima della stella del mattino" (Sal 110,3), prima degli astri, immortale e infinito, il grande Cristo brilla su tutti gli esseri più del sole. Per noi che crediamo in lui comincia un giorno di luce, vasto, eterno, che nulla spegnerà: è la pasqua mistica, celebrata in prefigurazione dalla Legge, compiuta in verità da Cristo, pasqua magnifica, meraviglia della potenza di Dio, opera di potenza, la vera festa, il memoriale eterno: la liberazione da ogni sofferenza nasce dalla Passione, l’immortalità nasce dalla morte, la vita dalla tomba, dalla ferita nasce la guarigione, dalla caduta il rialzarsi, dalla discesa agli inferi l’ascendere. (…) Sono le donne dapprima che l’hanno visto risorto. Come una donna per prima aveva introdotto il peccato nel mondo, così lei per prima, ancora una volta, porta la notizia della vita. Perciò loro sentono questa parola sacra: “Donne, rallegratevi!" (Mt 28,9 greco) affinché la prima tristezza sia cancellata dalla gioia della risurrezione. (…) Alla vista di sì grande mistero – un uomo che sale ora con Dio – le potenze dei cieli gridavano con gioia alle schiere degli angeli: "Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria!” Hanno visto la meraviglia, la natura umana unita a quella di Dio ed hanno esclamato a loro volta: “Chi è questo re della gloria?” Altri hanno risposto: “Il Signore degli eserciti è il re della gloria, forte e potente in battaglia” (Sal 23,7ssLXX).