Tutti gli occhi si chiudano per il timore di essere abbagliati da una luce tanto viva e splendente; ogni lingua taccia per non offuscare una bellezza così perfetta nel tentativo di scoprirla. Qui ogni spirito deve umiliarsi ed adorare per non sentirsi oppresso dal peso immenso della gloria della divina Sapienza, nell'intento di penetrarla.
Tuttavia, ecco l'idea che lo Spirito Santo ce ne dà nel libro della Sapienza composto per noi, nel desiderio di adattarsi alla nostra debolezza: La Sapienza eterna è "effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell'Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa. È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e immagine della sua bontà" (Sap 7, 25-26). (...)
In questa suprema bellezza il Padre trovò le sue compiacenze nell'eternità e nel tempo, come lui stesso chiaramente affermò il giorno del battesimo e della trasfigurazione di Cristo: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale sono compiaciuto" (Mt 3,17; 17,5). (...)
L'eterna Sapienza, per avvicinarsi ancor più agli uomini e dimostrar loro più sensibilmente il suo amore, è giunta fino ad incarnarsi, divenir bambino, farsi povero e morire per essi sulla croce.
Domenica 1 Marzo : San Luigi Maria Grignion de Montfort
Scritto il 01/03/2026
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