Nella prova, l'uomo che vuole e desidera sinceramente solo Dio deve rifugiarsi in lui e aspettare con grandissima pazienza che torni la calma... Chi sa dove e come piacerà a Dio tornare e colmarlo con i suoi doni? Quanto a te, stai pazientemente al riparo della volontà divina; questo vale cento volte di più degli slanci di una virtù brillante... Infatti i doni di Dio non sono Dio, e si deve godere di lui, non dei suoi doni. Ma la nostra natura è così avida, così ripiegata su se stessa che si insinua dappertutto, impadronendosi di ciò che non è suo, sporcando, così facendo, i doni di Dio, e impedendo il nobile lavoro di Dio...
Tu dunque, immergiti in Cristo, nella sua povertà e purezza, nella sua obbedienza, nel suo amore e in tutte le sue virtù. In lui sono dati all'uomo i doni dello Spirito Santo, la fede, la speranza e la carità, la verità, la gioia e la pace interiori, nello Spirito Santo. In lui ancora si trovano l'abbandono e la mite pazienza, dove riceviamo ogni cosa da Dio con un cuore semplice.
Quanto Dio permette e decreta, prosperità o avversità, gioia o dolore, tutto deve concorrere al bene dell'uomo (Rm 8,28). La cosa più piccola che succede all'uomo è vista eternamente da Dio, preesiste in lui, succede come egli ha voluto, e non diversamente. Siamo dunque in pace! Questa pace in ogni cosa, la impariamo solo nel vero distacco e nella vita interiore... Tale è l'eredità dell'uomo nobile, quando è saldamente fissato nel riposo dell'anima in Dio, nel desiderio di Dio solo, che illumina ogni cosa; tutto questo viene purificato passando attraverso Cristo.
Martedì 5 Maggio : Giovanni Taulero
Scritto il 05/05/2026
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