[Santa Caterina sentì Dio dirle:] O mia carissima figlia, spalanca l'occhio dell'intelletto per contemplare l'abisso della mia Carità. Non c'è creatura razionale il cui cuore non si spezzerebbe sotto la pressione dell'amore, considerando, dopo tutti i benefici di cui ti ho riempita, il beneficio che ricevi in questo Sacramento. (...)
Chi gusta, vede e tocca questo sacramento? I sensi dell'anima. Con quale occhio lo vede? Con l'occhio dell'intelletto, se quell'occhio è dotato della pupilla della santissima Fede. Quest'occhio vede, sotto quel bianco, Dio nella sua interezza, l'umanità nella sua interezza, la natura divina unita alla natura umana, il corpo, l'anima, il sangue di Cristo, l'anima unita al corpo, il corpo e l'anima uniti alla mia natura divina, senza che essa sia separata da me. (…) E chi lo tocca? La mano dell'amore. Sì, è con questa mano che l'anima tocca ciò che l'occhio dello spirito ha visto e conosciuto nel Sacramento per mezzo della fede: e tocca con questa mano dell'amore, per accertare ciò che l'intelletto ha visto e conosciuto per mezzo della Fede. Chi lo gusta? Il gusto del santo desiderio. Il sapore del corpo sa di pane e il gusto dell'anima, che è il santo desiderio, sa di Dio-uomo. Vedete, dunque, che qui i sensi del corpo sono delusi, ma non il senso dell'anima, a causa della luce e della certezza che possiede in sé.
Poiché l'occhio dell'intelligenza ha percepito attraverso la pupilla della santissima fede; avendo visto, conosce e poi tocca con fede, con la mano dell'amore, ciò che ha conosciuto per fede. Infine con questo gusto che è in lei, con l'ardente desiderio, l'anima assaggia ciò che ha visto e toccato, l'amore ineffabile della mia ardente Carità. È questo Amore che si è degnato di invitarla a ricevere un mistero così grande, con la grazia che produce, in questo Sacramento.
Venerdì 24 Aprile : Santa Caterina da Siena
Scritto il 24/04/2026
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