Reggio, corruzione all’ufficio Lavori pubblici: il Tribunale assolve tutti gli imputati

Scritto il 29/01/2026
da Redazione

Era stata definita l’inchiesta sulla corruzione nell’ufficio dei Lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria. Tredici anni dopo l’operazione e 11 dall’inizio del processo, però, tutti i 22 imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Il procedimento, denominato “A ruota libera”, ipotizzava presunte infiltrazioni mafiose negli appalti del Comune di Reggio Calabria almeno fino al 2015 e aveva coinvolto numerosi indagati tra imprenditori, dirigenti d’azienda e funzionari pubblici, accusati di aver pilotato lavori pubblici e ottenuto profitti illeciti attraverso una rete di collusioni e favori.
I NOMI
Un’accusa, sulla presunta associazione per delinquere aggravata dalle modalità mafiose, che non ha retto al vaglio del dibattimento. Per questo motivo, il collegio ha assolto gli imputati Pasquale Francesco Alati, Alfonso Francesco Cappuccio, Gianni Carocci, Stefano Ceppo, Vito Demetrio Cocchiarale, Giovanni D’Agostino, Andrea Di Girolamo, Giovanni Salvatore Festa, Umberto Garruti, Paolo Giustra, Giovanni Domenico Guarnaccia, Antonio Italiano, Mario Italiano, Domenico Musolino, Gianfranco Palmas, Salvatore Sgrò, Giulio Toppetta, Pasquale Vazzana. Nel processo erano anche coinvolte cinque aziende: I.GE.CO. S.r.l., Pontina Costruzioni S.r.l., I.T.M. Eletronic S.n.c., GIENNE Costruzioni S.r.l., Ditta Individuale Musolino Domenico.

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