La (pazza) idea del centrodestra, il “socialista” Magarò…

Scritto il 13/02/2026
da Redazione

I meno giovani ricorderanno certamente la scatola di pillole figurative con etichetta “sconfigge la ‘ndrangheta”. Oppure la targa sulla porta delle stanze delle commissioni in consiglio regionale con la scritta “qui la ‘ndrangheta non entra”. Sfortunata quella legislatura. Due distinte sentenze definitive hanno poi certificato che la ‘ndrangheta a Palazzo c’era entrata eccome ma come non “assolvere” l’istrionico inventore degli slogan da presidente della commissione antimafia. Socialista tra le contrade di Castiglione Cosentino, scopellitiano a Palazzo in un governo di destracentro.
Sì, parliamo di Salvatore Magarò. Storico (ma anche attuale) sindaco di Castiglione Cosentino, si vede e si annusa la valle di Cosenza da nord est. Qualche giorno fa è sua l’incursione sulla stampa a sostegno di una tesi principiana, nel senso di Sandro Principe genitura. Una candidatura trasversale, mediana, centrale, condivisa, persino unica per la presidenza della Provincia di Cosenza. A risanare clima e debiti. Una boa al centro del campo, per tutti e per nessuno. Dove vincono tutti e nessuno, soprattutto le faide interne agli schieramenti. Ovviamente, Magarò non ne fa cenno nel suo intervento ma Principe l’ispiratore sì, una candidatura comunque ancorata con radici a sinistra ma con abbracci a destra. Il progetto salta, come è noto. A strappi e morsi il centrosinistra (o quello che appare) decide di fare il centrosinistra (con la candidatura di Franz Caruso) ma in pochi avrebbero immaginato che in queste ore lo “schema” lo va copiando il centrodestra. O pezzi del centrodestra. Che coltivano la pazza idea, candidare proprio lui, Salvatore Magarò. Stavolta al contrario. Da un affaccio di destra con abbracci (ipotetici) dall’altra parte. Una sfida a Caruso immaginando di sfibrarlo dalla stessa parte di campo.
Il progetto può nutrirsi anche di suggestioni ma finirebbe per correre un rischio mica male. Scoprire la coperta “vera” del comando territoriale di centrodestra. Lasciare il campo smarrito, disorientato.
Mancano poche ore ormai ma nel campo del centrodestra la conta tardiva è alle battute finali. Poco più che provocatoria l’idea di gettare in campo il sindaco di Zumpano, c’è modo e modo per perdere. Tramontato il sindaco di Praia a Mare. Deboluccia la sindaca di Mendicino. Resta in campo, se il centrodestra decide di fare il centrodestra, il sindaco di Montalto Biagio Faragalli. Che contattato in serata mostra di offrire priorità all’ennesima riunione operativa sui danni provocati dal maltempo. In trincea. E poi c’è la pazza idea. C’è lui, Magarò. Il socialista scopellitiano. Finché c’era Scopelliti…

I.T.

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