Dai banchi della maggioranza, Vito Pitaro (Noi Moderati) ha parlato di «efficienza delle politiche di promozione, salvaguardia e rispetto del mare», sottolineando come la crescita dell’attrattività turistica debba restare legata alla tutela dell’ecosistema. Un passaggio non secondario, che scardina il perimetro della vecchia logica dello sfruttamento delle risorse naturali a favore di una gestione sostenibile. In questa direzione si inserisce anche l’imminente ottenimento della Certificazione europea del turismo sostenibile (CETS), destinata a rafforzare la strategia della destagionalizzazione turistica.
Ma il segnale più significativo arriva dall’opposizione. Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva), pur mantenendo una posizione prudente con l’annuncio di astensione, ha riconosciuto «il buon funzionamento dell’Ente» dopo l’audizione in Commissione, evidenziando tuttavia la necessità di rafforzarne la struttura organizzativa e la dotazione di personale. Un via libera politico, seppur condizionato, che conferma come il giudizio sull’azione amministrativa stia andando oltre gli steccati.
E il punto è proprio questo se l’Ente Parchi marini, per anni, è stato percepito come marginale e appesantito dalla burocrazia, oggi viene indicato come una delle esperienze amministrative più dinamiche della Regione. Non a caso, anche fuori dall’aula, la narrazione diventa ancora più chiara e lapalissiana e parla di un ente letteralmente “resuscitato” dalla cura Greco, capace di tornare protagonista nelle politiche ambientali e turistiche.
I risultati, del resto, sono visibili: avanzamento della delimitazione dei parchi, progetti di tutela degli habitat, monitoraggio scientifico, programmazione strategica. E soprattutto una visione chiara per il 2026, con l’avvio del Piano integrato dei Parchi marini, a partire dalla Costa degli Dei.
Dentro questa traiettoria si inserisce anche il cambio di paradigma sul turismo: meno quantità, più qualità. Un modello che punta sull’esperienzialità, sulla connessione tra mare ed entroterra e su un visitatore ad alto valore. I primi dati – crescita degli arrivi internazionali e segnali di destagionalizzazione – sembrano confermare la direzione.
Ed è proprio qui, su questo terreno, che si misura il dato politico più rilevante emerso proprio in Consiglio che parla, finalmente, di un consenso bipartisan costruito non per appartenenza, simpatia o ruolo ma per merito. E quando accade, soprattutto in Calabria, difficilmente è un fatto casuale.
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