La modifica contestata: “Così il popolo viene escluso”
La norma, secondo quanto emerso dal dibattito, consentirebbe alla maggioranza di apportare variazioni allo Statuto senza passare dalla consultazione popolare. Un cambiamento che, per le opposizioni, apre scenari preoccupanti.
Tra gli esempi citati dal gruppo del Partito Democratico, la possibilità che decisioni di rilevanza simbolica e istituzionale — come lo spostamento della sede del Consiglio Regionale da Reggio Calabria a un’altra città — possano essere prese tramite una semplice legge ordinaria, approvata a maggioranza.
Stesso discorso per eventuali modifiche al numero di firme necessarie per presentare proposte di legge di iniziativa popolare: oggi fissate a 5.000, potrebbero essere innalzate, rendendo più complesso l’esercizio diretto della partecipazione civica.Ritenendo la norma in contrasto con i principi democratici e partecipativi, il gruppo del Partito Democratico ha inviato una lettera al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, chiedendo un intervento diretto del Governo. La richiesta è quella di impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale.
La minoranza, riferisce il PD, si è dimostrata compatta: tutti i consiglieri delle forze politiche di opposizione hanno sottoscritto la missiva, assumendo una posizione comune contro l’iniziativa della maggioranza.
Astensionismo in crescita e rischio di ulteriore distanza tra istituzioni e cittadini
In un contesto in cui l’astensionismo tocca livelli sempre più elevati — sia in Calabria sia nelle regioni recentemente andate al voto — l’opposizione accusa la maggioranza di alimentare un ulteriore distacco tra cittadini e istituzioni.
Secondo i consiglieri del PD, invece di incentivare la partecipazione e favorire il dialogo tra popolo e amministrazione, la decisione finirebbe per “mortificare” la democrazia regionale e ridurre gli spazi di intervento diretto dei cittadini.
Una battaglia politica e istituzionale destinata a proseguire
Il confronto ora si sposta sul piano nazionale. Se il Governo dovesse accogliere la richiesta dell’opposizione, la questione potrebbe arrivare davanti alla Consulta per una verifica di legittimità costituzionale.
Nel frattempo, in Consiglio Regionale si profila una stagione di forte contrapposizione politica, con la minoranza intenzionata a contrastare la riforma “con tutti gli strumenti a disposizione” e la maggioranza decisa a portare avanti le proprie iniziative di riordino istituzionale.
L'articolo Consiglio Regionale della Calabria, scontro sul referendum statutario: la minoranza chiede l’impugnazione a Calderoli proviene da Il Fatto di Calabria.

