«Qui il problema non è Tajani, che può essere segretario a vita, ma è far crescere Forza Italia come un partito autenticamente liberale e riformista, attualizzando la lezione di Berlusconi», afferma in un’intervista a Repubblica.
Il rapporto con Marina Berlusconi
Occhiuto torna anche sull’incontro con Marina Berlusconi: «Non vede solo me ma molti dirigenti del partito e credo che a tutti chieda di rilanciarlo senza dividerlo. L’attenzione della famiglia Berlusconi è preziosa per Forza Italia, i figli hanno il potere di suscitare grande interesse anche quando non parlano».
In merito all’iniziativa che sta organizzando a Milano, aggiunge: «Ne ho parlato anche con Marina, sarà un momento di discussione con chi vorrebbe un Paese più liberale». Alla domanda se Tajani stia facendo abbastanza, Occhiuto risponde: «Nel centrodestra manca un’offerta politica che sia liberale e riformista. Ho chiesto di parlare di sanità, di immigrazione, dei taxi, insomma di riforme. Ma mentre ponevo questioni di merito, venivo dipinto solo come l’antagonista di Tajani».
«Così come molti pensano che basti un bravo premier come Giorgia Meloni, non vorrei che anche in Forza Italia si restasse a braccia conserte pensando che sia sufficiente Tajani».
Diritti civili e riforme
«Forza Italia è nata per interpretare una rivoluzione liberale – sottolinea – sulle mie idee non cederò di un millimetro. Bisogna essere più coraggiosi sulla concorrenza, sul mercato, sui servizi, sulla sanità e anche sui diritti civili e sul fine vita».
«I giovani ci guardano come una coalizione troppo conservatrice. Berlusconi lasciava libertà di coscienza, noi potremmo fare lo stesso ed essere più coraggiosi di Lega e Fratelli d’Italia».
L’obiettivo del 20%
Infine, sull’obiettivo del 20% indicato da Tajani: «Lo vogliamo tutti, spero che si faccia aiutare non solo da chi è già nel partito, ma anche da nuove energie, come fece Berlusconi con Martino, Urbani e Ferrara. Così renderemmo Forza Italia più smart e innovativa».
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