Le pene inflitte, patteggiate davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Crotone, superano complessivamente i dieci anni di reclusione, oltre a multe per circa 40 mila euro e al pagamento delle spese processuali.
L’indagine partita dalla denuncia del fratello della vittima
L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia presentata dal fratello dell’anziana, una donna vedova e senza figli, deceduta nel luglio del 2023. Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di ricostruire una vera e propria spoliazione del patrimonio della donna, attuata dal nipote con il coinvolgimento della sua famiglia.Le indagini, sviluppate attraverso approfonditi accertamenti bancari, acquisizioni documentali e testimonianze, hanno permesso agli investigatori di raccogliere elementi ritenuti decisivi.
La procura generale e la gestione del patrimonio
Secondo quanto emerso, tutto avrebbe avuto inizio nei primi mesi del 2022, quando il nipote avrebbe indotto l’anziana zia a firmare una procura generale che gli consentiva di gestire, in sua rappresentanza, atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Da quel momento, approfittando – secondo gli inquirenti – dello stato di fragilità psicologica e dell’infermità mentale della donna, già manifestatasi dal 2021 e progressivamente peggiorata, l’uomo avrebbe iniziato a gestire completamente il patrimonio della zia.
Tra le operazioni ricostruite dagli investigatori figurano la vendita di un appartamento di proprietà della donna, l’accesso al conto corrente con firma disgiunta e l’apertura di un nuovo conto con emissione di carte di pagamento.
Oltre 350 mila euro sottratti
Attraverso prelievi di contante, ricariche su carte elettroniche, trasferimenti verso conti gioco online e negoziazioni di assegni, il nipote sarebbe riuscito a sottrarre oltre 350 mila euro, somme utilizzate – secondo l’accusa – per scopi del tutto estranei agli interessi della vittima.
Parte del denaro, sempre secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata reimpiegata in attività economiche e finanziarie con l’obiettivo di ostacolare la tracciabilità della provenienza illecita, circostanza che ha portato alla contestazione dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti dei familiari coinvolti.
Le ammissioni e il patteggiamento
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura di Crotone ha esercitato l’azione penale in tempi rapidi. Gli imputati hanno quindi ammesso le proprie responsabilità davanti al giudice dell’udienza preliminare, optando per il patteggiamento.
L’esito del procedimento – sottolinea la Guardia di Finanza – evidenzia l’impegno delle Fiamme Gialle nella tutela dei cittadini più vulnerabili e nella lotta ai reati economico-finanziari, a difesa della legalità e delle libertà economiche.
L'articolo Crotone, anziana raggirata e privata dei risparmi: condannati nipote, moglie e figlio proviene da Il Fatto di Calabria.

