Le dichiarazioni di Kyriakoula Petropulacos , consulente del presidente della Regione per il settore sanitario, rappresentano lo spaccato della realtà a cui è stata ridotta la sanità in Calabria. Kyriakoula Petropulacos, da “testimone e persona informata dei fatti”, non ci sta e minaccia persino denuncia contro quella gestione del servizio sanitario assurta a sistema affaristico da parte del cerchio magico di Roberto Occhiuto. Il taglio di 17 posti di dialisi alla sanità pubblica a Reggio Calabria e la contestuale assegnazione al privato di ben 21 posti letto è un esempio emblematico di come il servizio sanitario sia stato sempre piú limitato a garantire il diritto alla salute del cittadino, per essere utilizzato invece come fonte di arricchimento di alcune aziende private “amiche”. Quanto di grave sta emergendo non può essere solo di interesse della azione della magistratura ma deve essere prima di tutto oggetto di attenzione e valutazione da parte delle istituzioni democratiche e della politica. Occhiuto deve dimettersi da Commissario della sanità non soltanto perché ha fallito nella gestione, dal momento che i calabresi continuano a pagare le tasse piú alte d’Italia per usufruire di un servizio sanitario che non riesce a garantire neanche i livelli minimi di assistenza, ma perché il fallimento della sua gestione pone una corposa questione etico-morale. Nessuno può girarsi dall’ altra parte. In particolare, il Governo nazionale, così stante le cose, si rende complice di questo disastro gestionale. La presidente Giorgia Meloni non può fare finta di non sapere: deve intervenire subito per sostituire Occhiuto da Commissario della sanità.
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