San Giovanni, città ancora incredula dopo l’accoltellamento della ragazza. Ecco come l’hanno salvata i ragazzi-eroi

Scritto il 05/01/2026
da Redazione

Il giorno dopo la tragedia sfiorata, San Giovanni in Fiore respira un silenzio sospeso. Ogni angolo sembra custodire un’ombra di paura e incredulità. Gina Loria, voce autorevole del mondo culturale cittadino, osserva: «…tutti noi dovremmo fare un mea culpa. Tutti, abbiamo figli. E tutti abbiamo contribuito a renderli fragili, vuoti; li abbiamo spinti a rincorrere emozioni, piuttosto che a costruire sentimenti. Li abbiamo spinti verso l’apparenza e il possesso di oggetti e persone, privandoli dell’umanità: quell’unica peculiarità che può rendere la vita speciale». Le sue parole pesano come un monito, e la città sembra ascoltarle, anche nel silenzio.
Intanto, dopo le dimissioni dall’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, F.R., la ventenne accoltellata la sera di Capodanno, è tornata a casa. Il padre, in un gesto di gratitudine verso chi ha evitato il peggio, ha voluto «ringraziare i giovani che, grazie al loro intervento, hanno salvato la figlia». Sul luogo dell’aggressione, Giovan Battista Orlando, titolare del “Caffè Roma” ed ex calciatore, ricostruisce: «I fatti sono avvenuti nella traversa sotto il mio bar; e mentre due ragazzi che erano all’esterno stavano fumando una sigaretta, sentendo le urla della studentessa, sono corsi subito a soccorrerla. F.R. è venuta dentro il caffè ed è stata accompagnata da una coppia mentre allertavo i carabinieri… Chissà cosa sarebbe accaduto se il bar fosse rimasto chiuso. Ringrazio l’audacia dei due giovani, e auguro ad F.R. una pronta guarigione».

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