«Noi siamo un po’ come i cesellatori, gli orafi, gli argentieri, che prendono un metallo grezzo prezioso e lo rendono bello, adornandolo con florilegi, ma senza tradire mai. Tradurre non è tradire, ma entrare in contatto empaticamente con la persona che hai davanti, che sia uno scrittore, un attore, uno scienziato o un manager. Perché bisogna stare molto attenti a lasciare da parte l’ego del...
Paolo Maria Noseda, la voce, l’anima e l’arte di interpretare: tradurre non è tradire, ma “transcreare”
Scritto il 25/06/2026