Umberto Eco , con la sua proverbiale distinzione tra apocalittici e integrati, descrivendo la rivoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, non intendeva schierarsi né con i «profeti di sventura», i quali temevano che i nuovi media segnassero la fine della civiltà, né con l’ingenuità di chi era convinto che si fosse di fronte all’alba di una democrazia culturale. E su un equilibrio analogo...
La fine dell’uomo? Il sapiens ha una sola risposta: pensate. Il saggio di Pino Aprile
Scritto il 04/08/2026