AGI - Stava progettando una strage in una scuola, seguita dal proprio suicidio, ispirandosi ai fatti avvenuti alla Columbine High Schooldel 20 aprile 1999 il 17enne pescarese domiciliato nella provincia di Perugia, arrestato questa mattina con l'accusa di terrorismo dal Ros dei carabinieri e successivamente trasferito presso un istituto penale minorile, come ordinato dal gip del Tribunale per i Minorenni di L'Aquila su richiesta di questa Procura per i Minorenni.
L'arresto a Perugia e le accuse per il 17enne
Il ragazzo arrestato i provincia di Perugia è ritenuto gravemente indiziato anche dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
I manuali per la fabbricazione delle armi
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura minorile di L'Aquila, ha permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco.
Tra il materiale a suo tempo sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.
I contatti con il gruppo "Werwolf Division"
Nello specifico appaiono assumere un profilo di rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del TATP (perossido di acetone), sostanza nota per l'estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la "madre di Satana".
Le indagini hanno altresì documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato "Werwolf Division", incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della "razza ariana", nonché sulla costante glorificazione di mass shooters quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15.03.2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utøya il 22.11.2011, elevati a "santi" per incentivare l'emulazione.
Altri sette minori indagati
Nell’ambito dell’operazione del Ros dei Carabinieri sono state anche effettuate 7 perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Gli stessi sono indagati in quanto ritenuti autori di condotte inquadrabili con la propaganda e l'istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa.
Tutti i minori appaiono: inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista; particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo.
L'origine dell'inchiesta
L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2025 dalla Sezione Anticrimine di L’Aquila, è stata originata dalla pregressa attività antiterrorismo (indagine “IMPERIUM”) conclusa nel luglio 2025 dalla Sezione Anticrimine Carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di quel capoluogo, nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare.
Valditara, coinvolgere gestori per un corretto utilizzo dei social
Commentando la vicenda del 17enne di Perugia, il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara richiama le "grandi compagnie" e "i gestori della rete" ad un impegno comune finalizzato ad un corretto utilizzo dei social network.
"Anche questo era collegato con i social e utilizzava anche informazioni, almeno così ho letto, per procurarsi armi, esplosivi e quant'altro. Questo conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando insieme con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme anche delle soluzioni, oltre al divieto per i minori", ha sottolineato il ministro.
"Ma non c'è soltanto il divieto perché questo ragazzo era un diciassettenne. È una grande sfida, purtroppo è il tema del momento ed è un tema molto drammatico", ha concluso Valditara.