AGI - "La Rai esprime la più ferma condanna per il manifesto antisemita comparso questa mattina nella bacheca di Radio1, a firma dei gruppi 'Global Sumud' e 'Libere di lottare'. Si tratta di un episodio gravissimo che arriva al termine di giorni di polemiche strumentali e intimidazioni nei confronti del nostro corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, che svolge da anni con professionalità e rigore il proprio lavoro in uno dei teatri di crisi più difficili e pericolosi al mondo.
Il manifesto, che ripropone stereotipi e iconografie della peggiore pubblicistica antisemita del passato, affisso all'interno della sede di una testata Rai, rappresenta un fatto di eccezionale gravità e richiama metodi di intimidazione e di isolamento nei confronti dei giornalisti che evocano le pagine più oscure della storia del nostro Paese, incompatibili con il confronto democratico e con la libertà di informazione.
Il Direttore di Radio1, Nicola Rao, ha immediatamente richiesto l'intervento delle Forze dell'Ordine. La Digos ha effettuato un sopralluogo, acquisendo il manifesto e gli altri elementi utili agli accertamenti. La Rai ha già disposto un'indagine interna. Ogni comportamento che favorisca o tolleri simili azioni sarà punito con il massimo rigore.
Al collega Giovan Battista Brunori va la piena vicinanza mia personale e di tutta l'Azienda. La Rai continuerà a difendere la libertà di informazione, il pluralismo e la sicurezza dei propri giornalisti, respingendo con fermezza ogni forma di odio, antisemitismo, intimidazione e violenza."
Solidarietà dalla Unirai Figec
Solidarietà anche da parte del sindacato dei giornalisti Unirai Figec al collega Brunori. "Il distillato di odio razziale, che viola i codici civile e penale e attenta alla nostra Carta Costituzionale, è un’intollerabile espressione di intimidazione e violenza che espone il collega giornalista, impegnato in rischiose zone di guerra, anche al pericolo di rappresentare un obiettivo politico, con imprevedibili conseguenze sul piano della sua sicurezza e di quella della sua famiglia. Il manifesto affisso è un chiaro invito a colpire un collega giornalista con i metodi che richiamano il periodo del più cruento terrorismo. Unirai Figec chiede venga fatta al più presto luce sul caso e invoca provvedimenti urgenti da parte dell’azienda per individuare e sanzionare i responsabili. Riteniamo questo gesto un inquietante segnale di pericolo per la sicurezza del collega Brunori e pertanto pretendiamo che vengano aumentate le misure a tutela della sua incolumità".
Brunori, "odio e veleno su chi pensa in modo diverso"
"Questo è l'ultimo frutto avvelenato di una ondata di odio che va montando da tempo: è la tecnica della cultura woke, quella che cerca di chiudere la bocca a chi la pensa in modo diverso, anche sulla base di accuse false e contro la verità dei fatti". Lo ha detto all'AGI Giovan Battista Brunori, dopo l'episodio dell'affissione di un manifesto antisemita nella bacheca di Rai Radio 1 contro di lui. "La gente è giustamente spaventata dalle guerre - aggiunge - e non si è ancora ripresa dallo choc della pandemia: molti cercano 'capri espiatori' una faccia su cui scaricare la rabbia popolare, ma è un'operazione molto pericolosa che in passato ha provocato orrori indicibili e che rischia di minare i valori su cui si regge la nostra democrazia". Per il giornalista "questa corrente ideologica vuole imporre le sue idee con la violenza e promuove la censura. Bisogna ritrovare il gusto del confronto civile, rispettoso. Gli attacchi violenti alle 'persone' si trasferiscono facilmente dal web al mondo reale. Aumentano le aggressioni per strada - ha concluso - sono preoccupato per questi rigurgiti di antisemitismo e lo dico da cattolico convinto: bisogna intervenire prima che sia troppo tardi".