AGI - Youssef Siher avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale per gli aspetti comunicativi della sua propaganda. È quanto emerge dalla chat di Telegram nelle mani degli investigatori, coordinati dalla Procura di Milano, che stanno analizzando i contenuti del ‘programma’ del Movimento 17 ottobre nell’indagine sul ricercatore accusato di terrorismo.
La chat e il vademecum
Nella chat largo spazio era dedicato ai messaggi di tipo organizzativo e di logistica per gli scontri di piazza con un ‘vademecum’ per la rivoluzione in cui si indicava anche come vestirsi.
Il prontuario intitolato ‘Rivoluzione, istruzioni per l’uso - Liberamente ispirato dal manuale della Rivoluzione egiziana del 2011’ elenca tre “obbiettivi tattici: “manifestare il nostro dissenso verso il governo Meloni e le sue politiche, espandere il più possibile alle masse la nostra mobilitazione, proteggere i nostri fratelli e sorelle rivoluzionari”.
Le fasi della mobilitazione
Di seguito le “Fasi della mobilitazione”, tra le quali “riunirsi con amici e conoscenti, lontano dalla presenza delle forze dell’ordine, incoraggiare i passanti e gli abitanti a unirsi, uscire in gruppo numerosi verso le strade principali per raccogliere persone”. E poi i suggerimenti per l’abbigliamento e gli oggetti da portare, come le bottiglie d’acqua, gli antidolorifici, l’aceto per ridurre gli effetti dei lacrimogeni.
Pm, Siher ha intimidito la popolazione
Youssef Siher "ha fortemente intimidito e cagionato timore nella popolazione che ha visto schierati nelle città di Milano e altrove spiegamenti di forze di polizia e finanche l'esercito creando così la percezione di una situazione di grave pericolo". È questo il cuore dell'accusa mossa dalla Procura di Milano a Siher, fermato per istigazione a delinquere e terrorismo. Lo scrive la gip Francesca Crupi nel provvedimento di fermo.
"Dall'altra canto la percezione di paura e terrore è emersa dall'atteggiamento tenuto dai negozianti che hanno chiuso i negozi o predisposto barriere al fine di impedire la distruzione e il saccheggio dei loro esercizi commerciali - prosegue la magistrata -. In altre parole, il comportamento tenuto dall'indagato per mezzo del suo gruppo ha certamente creato una forte tensione sociale e un reale impatto intimidatorio sulla popolazione che ha certamente percepito il pericolo di nuovi atti analoghi a quelli commessi il 17 e 18 ottobre".
E aggiunge: "l'insieme di questi elementi fa ritenere dimostrata la sussistenza in concreto degli elementi necessari" sia per quanto riguarda "l'istigazione alla commissione di reati contro l'ordine pubblico ma anche l'aver agito per finalita' di terrorismo, tramite l'uso di strumenti informatici e telematici". Per la Procura c'è il pericolo "concreto" di fuga perché l'indagato "sebbene italiano di seconda generazione" (...) "ha dimostrato di avere particolari abilità e capacità di muoversi e di aver contatti relazionali che lo potrebbero aiutare a far perdere le sue tracce".
Siher "ha istigato alla rivolta contro governo e sistema"
Youssef Siher si è reso protagonista di "una condotta istigatrice realmente efficiente ed efficace a spronare le persone e indurle a commettere fatti illeciti" nella prospettiva di una rivolta. "Il complessivo assetto creatosi lo ha certamente facilitato nel rendere concreti i suoi intenti istigatori - ipotizza la pm - che si sono estrinsecati in una forza di suggestione e persuasione tale da poter incitare terze persone alla concreta commissione di delitti, al fine di dare corso all'invocata rivoluzione contro l'attuale Governo".
Una istigazione ritenuta "efficace" considerando che "l'indagato è riuscito a costituire un gruppo di 6153 soggetti, parte dei quali hanno dimostrato di essere pronti a usare la violenza per portare a termine il proprio obiettivo contro il Sistema (commenti presenti sul gruppo Telegram sopra riportati".