AGI – Sigfrido Ranucci torna sulla sua estromissione dalla conduzione di Report e accusa la politica di non avere reagito. Al termine dello spettacolo ‘Diario di un trapezista’, al Teatro dell'Efebo di Agrigento, il giornalista ha detto che "i cittadini hanno capito" quanto accaduto, mentre "la politica dovrebbe capire". Poi l'affondo: "Mi hanno ammazzato, hanno tentato per 23 anni. Sono strutturato per difendermi da solo".
Alla deputata del M5s Ida Carmina, che gli ha manifestato sostegno dicendogli "Noi ci siamo", Ranucci ha risposto ironicamente: "Sì, dopo al funerale". Secondo il giornalista, l'attenzione politica sulla vicenda rischia inoltre di durare poco: "Un paio di giorni", per poi spegnersi nuovamente.
Vigilanza Rai e tempistiche della polemica
Ranucci ha infine sostenuto che per la sua estromissione sia stata sfruttata anche l'attuale assenza della commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
Contestazione formale e lettera dei legali
Ieri il giornalista, attraverso i suoi legali (gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi), ha contestato formalmente la decisione di viale Mazzini. Lo strumento, "che vale, a ogni effetto, quale formale contestazione della predetta decisione datoriale e di ogni effetto dalla stessa derivante, della quale si contesta integralmente la legittimità", è una lettera di cinque pagine indirizzata alla stessa Rai, al direttore dell'Approfondimento, Paolo Corsini, e, per conoscenza, a quello delle Risorse Umane, Felice Ventura, con cui si risponde alla comunicazione ricevuta il 28 agosto 2026 e si chiarisce che "risultano manifestamente insussistenti, in fatto e in diritto, le ragioni giustificatrici addotte a sostegno" della rimozione da Report.