AGI - Tre foto raffiguranti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Giustizia Carlo Nordio sono state mostrate capovolte, con accanto una ghigliottina di cartapesta da tre giovani presenti al corteo nella Capitale. La scena è avvenuta nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore.
Poco distante, al centro del corteo, altri partecipanti hanno esibito anche carte da poker con la figura di un re incappucciato accompagnata dalla scritta 'Trump boia'.
La condanna di FdI: gesto gravissimo
"Le immagini arrivate dal corteo di Roma, con fotografie del presidente del Consiglio, del presidente del Senato e del ministro della Giustizia esposte a testa in giù accanto a una ghigliottina sono di una gravità assoluta e non possono essere derubricate a semplice gesto di protesta. Quando si evocano simboli di violenza contro le istituzioni si supera un limite che in una democrazia non dovrebbe mai essere oltrepassato". A dirlo, da FdI, è il senatore Michele Barcaiuolo. "E' necessario che azioni di questo tipo ricevano, finalmente, una condanna netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche. Il dissenso è legittimo, ma non può mai trasformarsi in odio o nella legittimazione simbolica della violenza". "Difendere le istituzioni significa anche respingere con fermezza ogni forma di deriva che rischia di avvelenare il clima pubblico e di indebolire il rispetto delle regole democratiche", conclude Barcaiuolo.
"Trovo che quanto avvenuto sia gravissimo e addirittura raccapricciante. Sono vicino al presidente del Consiglio, al presidente del Senato e al ministro della Giustizia, ai quali esprimo la mia solidarietà. Allo stesso tempo condanno con forza il gesto criminale di quegli attivisti politici che, pur dicendosi pacifisti, si rendono responsabili di atti così aberranti".
Questo il commento del deputato Riccardo De Corato, che aggiunge che "solo poco tempo fa, durante un altro corteo a Milano, era stata esposta l'immagine di Giorgia Meloni a testa in giù". "È ormai quindi evidente come per certi movimenti di sinistra la politica non sia più rappresentata dal normale dibattito democratico ma dall'odio cieco nei confronti dell'avversario", sottolinea ancora.
Il messaggio di pace e le immagini violente
"Mentre i Landini, i Fratoianni, i Ricciardi vari si accalcano a spiegare che questa è 'la piazza contro la cultura della guerra', che oggi 'si è in piazza per dire sì alla pace e per indicare un'alternativa possibile', che questa piazza sia 'contro una politica imperialista, una politica di aggressione, una politica violenta e chiaramente quindi chi, come Meloni e il suo governo sono complici di questa politica', nella stessa manifestazione c'è chi espone fotografie della premier Meloni, del presidente La Russa e del ministro Nordio a testa in giù davanti a una rudimentale ghigliottina. Proprio un bel messaggio di pace. Per non parlare poi degli anarchici che esaltano terroristi e condannati e invitano a 'far saltare la testa dei re'", riprende il deputato FdI Paolo Trancassini. "Ma quelli che vorrebbero governare l'Italia già da domani con quale coraggio condividono una piazza assieme a gente simile? Senza prendere le distanze da queste derive, ogni richiamo alla pace suona come pura ipocrisia. E più che un'alternativa credibile, resta solo l'ennesima ambiguità politica", conclude.
Biancofiore (Udc): quelle foto a testa in giù sono oscene
"Straparlano di pace, urlano contro le guerre e poi si presentano in piazza con osceni cartelli contro le più alte cariche dello Stato. Ancora una volta i presunti pacifisti usano il palcoscenico della manifestazione per mettere in scena il loro spettacolo pro-violenza", dice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo al Senato Civici d'Italia, Nm, Udc, Maie. "Le immagini arrivate dal corteo di Roma, con fotografie del presidente del Consiglio, del presidente del Senato e del ministro della Giustizia esposte a testa in giù sono indegne. Rappresentano plasticamente - aggiunge - una violenza ideologica di cui si nutrono in maniera spasmodica questi barbari travestiti da manifestanti. Nel totale disinteresse e nell'imbarazzante silenzio di chi marcia insieme a loro".