Sequestro di missili al porto di Bari, il legale: "Trasporto autorizzato dalla Difesa francese"

Scritto il 27/08/2026
da agi

AGI - La regolarità "dell'intera operazione" di trasporto di quattro missili intercettati lo scorso 7 giugno dalla guardia di finanza nel porto di Bari, operazione che ha portato all'arresto del francese Regis Claude Albert Normand, "è comprovata da una licenza individuale di trasferimento rilasciata dal Ministero della Difesa francese, valida fino al 26 gennaio 2027, che autorizzava espressamente il trasferimento temporaneo verso la destinazione greca".

I missili e l'autorizzazione della Difesa francese

A spiegarlo in una nuova nota è l'avvocato Fabio Schino, difensore del 46enne detenuto da oltre due mesi con l'accusa di aver introdotto in Italia, senza autorizzazione, quattro missili da guerra.

"Nel ribadire la totale estraneità del proprio assistito alle condotte contestate", l'avvocato "precisa che l'indagine riguarda un trasporto di materiale tecnico connesso a un'attività di collaudo presso la base Nato Namfi di Chania (Creta), svolta nell'ambito di una partnership industriale tra Mbda France e la società greca Altus Lsa. Tale operazione - prosegue - era finalizzata esclusivamente a test di sviluppo e rientrava in una collaborazione lecita e regolamentata".

Erano davvero ordigni operativi?

Nel testo, il legale precisa anche che "il materiale oggetto del sequestro è costituito da modelli funzionali inerti e attrezzature da collaudo, privi di qualsiasi capacità offensiva e tecnicamente inidonei a essere convertiti in ordigni operativi".

Una tesi che contrasta quella della Procura che invece, sulla base di primi rilievi, ritiene che quei missili fossero classificabili come armi da guerra. Gli inquirenti, però, hanno disposto accertamenti ulteriori che sono ancora in corso.

Il viaggio dalla Francia alla Grecia e l'arresto

 "La ricostruzione logistica, documentata dagli atti difensivi, conferma la trasparenza dell'operazione: il viaggio di andata si è svolto dalla Francia alla Grecia, con trasporto terrestre fino al porto di Séte e successivo inoltro marittimo verso il porto di Suda (Creta). Le operazioni di rientro hanno avuto inizio il 4 giugno 2026; il mezzo condotto dal mio assistito è stato fermato al porto di Bari l'8 giugno 2026 durante il tragitto di ritorno verso la Francia, senza che vi fosse alcuna condotta elusiva", prosegue il legale.

"Il sig. Normand - il cui ruolo si è limitato a quello di autista subappaltato all'interno di una catena logistica organizzata da primari operatori internazionali - ha tenuto un comportamento sempre collaborativo: non è stato arrestato in flagranza, è stato lasciato libero in attesa delle verifiche e si è presentato spontaneamente alle successive convocazioni, dimostrando piena disponibilità a chiarire la propria posizione". "La difesa - conclude Schino -, nel ribadire la piena fiducia nel lavoro dell'Autorità Giudiziaria di Bari, che ha già disposto accertamenti tecnici supplementari, confida che l'esito delle indagini consenta di riconoscere nel più breve tempo la legittimità dell'operazione e di conseguenza la necessita' di porre fine alla privazione della libertà personale dell'indagato".