Lunedì 9 Marzo : Guglielmo di Saint-Thierry

Scritto il 09/03/2026
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La mia anima miserabile, Signore, è nuda, gelata e intirizzita; desidera essere riscaldata dal calore del tuo amore... Nell'immensità del deserto del mio cuore, non raccolgo due pezzi di legna, come la vedova di Zarepta, ma soltanto questi fuscelli, per preparare, con un pugno di farina e un orcio d'olio, di che mangiare, e poi, entrata nella tenda della mia dimora, morirò (1 R 17, 10s). O piuttosto, non morirò subito; “Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore” (Sal 118,17). Sto dunque nella mia solitudine... e apro la bocca davanti a te, Signore, e cerco di parlare. Di tanto in tanto, ... tu mi metti qualcosa nella bocca del cuore; ma non mi permetti di sapere cosa. Certo, gusto un sapore così dolce, così soave, così confortante, che non cercherei più nient'altro. Ma tu non mi permetti di capire, né per visione né con l’intelletto, …; vorrei trattenerla, assimilarla, assaporarla, ma subito scivola via... Imparo con l'esperienza ciò che dici riguardo allo Spirito Santo nel Vangelo: "Non sai di dove viene e dove va" (Gv 3, 8). Scopro in me che soffia non quando voglio io, ma quando lui lo vuole… A te solo levo i miei occhi, te “la sorgente della vita”, solo “alla tua luce vediamo la luce” (Sal 36, 10). Verso te, Signore, verso te sono rivolti i miei occhi… Ma quanto tarderai, quanto tempo l’anima mia anelerà a te, miserabile, ansiosa, senza fiato? (cfr Sal 13, 2) Nascondimi, te ne prego, al riparo del tuo volto, lontano dagli intrighi degli uomini; mettimi al sicuro nella tua tenda, lontano dalla rissa delle lingue (Sal 31, 21).