Nostro Signore è andato alla piscina di Betzatà; vi ha trovato un uomo malato da trentotto anni e gli ha detto :”Vuoi essere guarito?“... Figli miei, notate che questo malato era rimasto li per molto tempo, da molti anni. Questo malato era destinato a servire la gloria di Dio, non la morte (Gv 11,4). Oh se solo cercassimo di comprendere con spirito di vera pazienza il profondo insegnamento contenuto nel fatto che il malato aveva aspettato trentotto anni che Dio lo guarisse e gli ordinasse di andarsene!
Tutto ciò è rivolto a coloro che avendo appena iniziato una vita un po' distaccata e non vedendo subito realizzarsi le grandi cose che avevano sperato, credono che tutto è perduto e si lamentano di Dio come se li trattasse ingiustamente. Quanto pochi sono coloro che possiedono questa nobile virtù di sapersi arrendere e rassegnare, che rimangono quello che sono e sopportano la loro infermità, i loro ostacoli e le loro tentazioni, fino a che il Signore stesso non li guarisce. ... Che forza e che capacità sarebbero riconosciute ad un uomo del genere! “ A lui verrebbe detto in verità: “Alzati, non devi più stare a letto, devi uscire trionfante da ogni prigionia, essere sciolto e camminare in piena libertà; tu prenderai il tuo letto, cioè quello che prima ti portava, ora lo devi prendere, portarlo con potenza e forza“. Colui che il Signore stesso libererà, lui sarà davvero libero, camminerà pieno di gioia e dopo la lunga attesa otterrà una meravigliosa libertà di cui sono privi tutti coloro che credono di liberarsi da se stessi e spezzare le loro catene prima del tempo.
Martedì 17 Marzo : Giovanni Taulero
Scritto il 17/03/2026