Mia cara Madre, avrei dovuto parlarle del ritiro che precedette la mia professione. Lungi dal portarmi consolazioni, mi recò l'aridità più assoluta e quasi l'abbandono. Gesù dormiva come sempre nella mia navicella; ah, vedo bene che di rado le anime lo lasciano dormire tranquillamente in loro stesse. Gesù è così stanco di sollecitare sempre con favori e di prendere le iniziative, che si affretta ad approfittare del riposo che gli offro. Non si sveglierà certamente prima del mio grande ritiro dell'eternità, ma, invece di addolorarmi, ciò mi fa un piacere immenso.
In verità, sono ben lungi da essere santa, già questo di per sé ne è prova. Invece di rallegrarmi per la mia aridità, dovrei attribuirla al mio poco fervore e alla mia scarsa fedeltà, dovrei sentirmi desolata perché dormo (da sette anni) durante le orazioni e i ringraziamenti; ebbene, non mi affanno per questo; penso che i bimbi piccoli piacciono ai loro genitori quando dormono come quando sono svegli, penso che per fare delle operazioni i medici addormentano i malati. Infine, penso che «il Signore vede la nostra fragilità, e si ricorda che noi siamo soltanto polvere» (Sal 103,14).
Il mio ritiro di professione fu, dunque, aridissimo, come tutti quelli successivi; tuttavia il buon Dio mi mostrava chiaramente, senza che me n'accorgessi, il mezzo per piacergli e praticare le virtù più sublimi. Ho notato varie volte che Gesù non vuole darmi provviste, mi sostiene minuto per minuto con un nutrimento nuovo, lo trovo in me senza sapere come ci sia. Credo semplicemente che sia Gesù stesso nascosto in fondo al mio povero cuore che mi fa la grazia di agire in me e mi fa pensare tutto quello che vuole ch'io faccia nel momento presente.
Sabato 31 Gennaio : Santa Teresa del Bambin Gesù
Scritto il 31/01/2026