Gridiamo con Davide; ascoltiamolo piangere e versiamo lacrime insieme con lui. Vediamo come egli si rialza e rallegriamoci con lui: “Pietà di me, o Dio, nella tua grande bontà” (Sal 51,3).
Poniamo davanti agli occhi della nostra anima un uomo gravemente ferito, in procinto di esalare l’ultimo respiro, che giace nudo nella polvere. Desiderando che giunga il medico, geme e prega chi capisce il suo stato di aver pietà. Ora il peccato è una ferita dell’anima. Tu che sei questo ferito, impara che dentro di te sta il tuo medico e svelagli le piaghe dei tuoi peccati. Senta il gemito del tuo cuore, lui che conosce ogni pensiero segreto. Le tue lacrime lo commuovano, e se bisogna cercarlo con insistenza, dal profondo del cuore fa salire verso di lui profondi sospiri. Il tuo dolore salga a lui e ti sia detto, come a Davide: “Il Signore ha cancellato il tuo peccato” (2 Sam 12,13).
“Pietà di me, o Dio, nella tua grande bontà”. Coloro che sminuiscono le loro colpe perché non conoscono questa grande bontà, attirano verso di loro poco bontà. Quanto a me, sono caduto pesantemente, ho peccato con cognizione di causa. Ma tu, medico Onnipotente, tu correggi coloro che ti disprezzano, tu istruisci coloro che ignorano la loro colpa e perdoni a coloro che te la confessano.
Martedì 14 Luglio : San Gregorio Magno
Scritto il 14/07/2026