"Chi si abbasserà sarà innalzato". Non soltanto Cristo ha detto ai suoi discepoli di non farsi chiamare maestri e di non avere cari i primi posti né qualsiasi altro onore, ma lui stesso ha dato nella sua persona l'esempio e il modello dell'umiltà. Mentre il nome di maestro gli è stato dato, non per compiacenza, ma per diritto di natura, perché "tutte le cose sussistono in lui" (Col 1,17), nella sua venuta nella carne ci ha comunicato un insegnamento che ci conduce alla vera vita e, poiché egli è più grande di noi, ci ha "riconciliati con Dio" (Rm 5, 10). È come se ci dicesse: Non abbiate cari gli onori, non desiderate farvi chiamare maestri, come infatti "io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica" (Gv 8,50). Tenete i vostri sguardi fissi su di me, perché "il figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20, 28).
Sicuramente in questo brano del vangelo, il Signore ammaestra non soltanto i suoi discepoli, ma anche i capi delle Chiese, prescrivendo loro di non lasciarsi trascinare dall'avidità a ricercare gli onori. Al contrario, "colui che vorrà diventare grande" sia il primo a farsi, come lui, "servo di tutti" (Mt 20,26-27).
Martedì 3 Marzo : San Pascasio Radberto
Scritto il 03/03/2026