Occhiuto, la campagna per il referendum un disastro comunicativo. Ora politiche giovani e coraggio sui diritti

Scritto il 30/03/2026
da Redazione

«Qualcuno lo ha scritto e io lo condivido: è stato un disastro comunicativo. Non tanto per la campagna elettorale di Forza Italia, perché Giorgio Mulè ha fatto una campagna straordinaria stando sempre nel merito della riforma. Ma a volte non siamo riusciti a contrastare le fake news che venivano dall’altra parte». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, intervenendo a Sky TG24, rispondendo a una domanda sull’esito referendario e su cosa non abbia funzionato nella campagna del centrodestra. «Abbiamo lasciato che si rappresentasse questa riforma come voluta da una parte politica che quasi voleva affrancarsi dalla magistratura. Non era così, anzi, la riforma serviva ad affrancare la magistratura dalle correnti. Ma evidentemente non ci siamo riusciti», ha proseguito. «E’ stato anche un voto contro chi governa, ma manca ancora un anno e credo che il governo possa recuperare tutte le ragioni che possono indurre gli italiani a scommettere ancora su Giorgia Meloni e sul centrodestra», ha osservato Occhiuto.Che inoltre, in un intervento pubblicato da Il Foglio, ha aggiunto: «La riforma della giustizia era nata per correggere storture evidenti e per contrastare una degenerazione correntizia che, nel tempo, ha contribuito a trasformare una parte della magistratura in una corporazione. Ma la campagna referendaria ha trasmesso a molti cittadini un’immagine diversa: non quella di un confronto serio sul provvedimento, bensì quella di uno scontro tra due blocchi, quello dei magistrati e quello dei politici di governo. E così, ai voti contrari per ragioni di merito, si sono sommati anche voti di protesta».
«Resto convinto della bontà dell’impianto della riforma Nordio, ma oggi il punto politico è un altro: il centrodestra deve capire come parlare a chi ha votato No pur non essendo di sinistra, e soprattutto ai giovani, che in questo referendum hanno partecipato in modo significativo. Nell’ultimo anno di legislatura il governo dovrebbe mostrarsi più moderno, più innovativo, più capace di parlare il linguaggio del futuro. Servono politiche fiscali orientate ai giovani, incentivi alle start up, regole meno punitive per chi fallisce dopo aver provato a mettere a terra un’idea innovativa. Un Paese che scoraggia il rischio scoraggia anche il talento. Nella mia regione partirà a giugno il reddito di merito per gli studenti migliori che scelgono di iscriversi nelle università calabresi. Anche temi come i diritti civili e il fine vita meritano di essere affrontati con più coraggio dai partiti del centrodestra. Non per inseguire la sinistra, ma per dimostrare che una coalizione che vuole governare anche dopo il 2027 sa evolversi e misurarsi senza tabù con le sfide del nostro tempo», conclude Occhiuto.

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