Secondo quanto emerso, le contestazioni di presunta inappropriatezza prescrittiva sarebbero fondate su scostamenti rispetto a parametri medi di spesa farmaceutica. “Il diritto alla salute non è una voce di bilancio», afferma Greco. «Nessuno mette in discussione il dovere di garantire appropriatezza e sostenibilità, ma questi obiettivi non possono essere perseguiti con automatismi statistici che comprimano la valutazione clinica del singolo caso”.
“I medici di base sono il primo presidio sanitario nelle nostre comunità: seguono i pazienti cronici, evitano ricoveri inutili e tengono in piedi la sanità territoriale. Metterli sotto pressione con logiche esclusivamente contabili significa indebolire il sistema”.
“Allo stesso tempo va tutelato il diritto dei cittadini a curarsi senza ostacoli o aggravi economici. Se il contenimento della spesa si traduce in minori prescrizioni appropriate o nel ricorso all’acquisto privato dei farmaci, il rischio è che siano proprio le famiglie più fragili a rinunciare alle terapie. La Regione deve garantire un equilibrio reale tra sostenibilità finanziaria e diritto alla salute, assumendosi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte”.
L'articolo Sanità calabrese, Filomena Greco: “Non si può fare cassa sulla pelle dei cittadini” proviene da Il Fatto di Calabria.