Secondo quanto emerso nel corso delle indagini e dibattuto in aula, Occhiuzzi sarebbe ritenuto una figura di rilievo della criminalità organizzata operante nel territorio di Cetraro. L’episodio per cui è stato condannato – la sparatoria a Belvedere – si inserirebbe in un contesto più ampio di dinamiche criminali locali, sulle quali gli investigatori stanno continuando a lavorare per delineare responsabilità e collegamenti. Un altro degli elementi che ha caratterizzato la vicenda criminale è stata la lunga latitanza dell’imputato. Dopo essere riuscito a sottrarsi all’arresto, Occhiuzzi è rimasto irreperibile per circa due anni e mezzo, fino alla cattura avvenuta lo scorso anno. Un periodo durante il quale, secondo l’accusa, avrebbe potuto contare su una rete di supporto che gli ha consentito di eludere le ricerche delle forze dell’ordine. Proprio su questo aspetto si concentra un secondo filone investigativo, aperto parallelamente al procedimento principale. L’inchiesta coinvolge diverse persone ritenute presunti fiancheggiatori dell’uomo, accusati di avergli fornito assistenza logistica e aiuti concreti durante la latitanza.
Il processo di Paola invece ha ricostruito nei dettagli l’episodio del tentato omicidio, evidenziando la gravità dell’azione e le circostanze in cui si è verificata. La vittima, un buttafuori, sarebbe stata presa di mira in un contesto che resta al centro dell’attenzione investigativa per i possibili collegamenti con ambienti criminali della zona.
Occhiuzzi era destinatario di una misura cautelare in carcere emessa su richiesta della Dda di Catanzaro ed eseguita il 15 settembre 2022 nei confronti di altri quattro indagati. Una misura che era scaturita dalle indagini della Dda, condotte dai carabinieri della Compagnia di Scalea e di Paola, che ha riguardato il tentato omicidio, verificatosi nel giugno del 2021, ai danni dell’addetto al servizio di sicurezza di un locale notturno di Belvedere. Dalle indagini e dal racconto della vittima, emerse che i quattro indagati e lo stesso Occhiuzzi quella sera avrebbero preteso di consumare bevande nel locale senza pagare, millantando “amicizie” con esponenti della criminalità organizzata. Poi fuori dal locale parte un colpo di calibro 6.35 e Hakim Dezaz viene colpito alla coscia, rischiò la morte. Per tali motivi a riguardo è stata ipotizzata la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso. Occhiuzzi si diede alla latitanza è terminata nel febbraio 2025 quando venne ammanettato dopo un blitz interforze nel centro storico di Cetraro.
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