A guidare questa trasformazione è il Commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, Vitaliano De Salazar, che ha definito Longobucco “il banco di prova di un progetto più ampio”. «È iniziato il progetto Sila Protetta, rivolto ai comuni montani – ha spiegato –. Longobucco rappresenta il punto di partenza di una sperimentazione che mette insieme Asp, amministrazione comunale e cittadinanza. Abbiamo condiviso un protocollo operativo chiaro: apertura di un ambulatorio avanzato, attivazione della telemedicina e costruzione di una sanità partecipata». Il modello non si limita alla tecnologia. Accanto all’ECG da remoto, infatti, sono previste misure strutturali e formative: installazione di defibrillatori sul territorio, corsi BLSD per operatori e cittadini, avvio entro marzo del progetto “Sila Cardio Protetta”. «Non è solo un servizio in più – ha sottolineato De Salazar – ma una nuova organizzazione dell’assistenza, che riduce le distanze e accorcia i tempi di intervento. Una sperimentazione unica nel Centro-Sud e non solo».
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