solo le carenze del sistema sanitario, ma anche il clima di ostilità istituzionale che sta
circondando la sua ricerca di giustizia.
L’ACCUSA: MESSAGGI DALL’EX SINDACA
Il punto più critico della denuncia riguarda il trattamento ricevuto dai vertici politici locali.
Rosa Nigro riferisce pubblicamente di aver ricevuto messaggi da parte dell’ex sindaca
Rosaria Succurro. Secondo quanto dichiarato dalla donna, le sarebbe stato contestato
di “prestarsi a strumentalizzazioni politiche”, un’accusa che la signora Nigro respinge
con sdegno:
“Come se la morte di mio figlio fosse un pretesto e non la tragedia che ha distrutto la
mia vita. Hanno cercato di mettermi a tacere, pensando che il dolore mi rendesse
debole, ma si sbagliano”.
LE OFFESE A MEZZO SOCIAL Facebook
Bisogna aggiungere che ancora ieri la Sindaca FF subentrata alla Succurro dopo la sua
elezione al Consiglio Regionale, accusava la Sig.ra Rosa Nigro di “essere caricata” da
qualcuno, come se per se il dolore per la perdita di un figlio non fosse sufficiente a
portare una mamma ad esporsi e a lottare per avere giustizia, per riuscire a capire cosa
sia andato in tilt il 4 gennaio del 2025 nella Sala Operativa del 118.
L’ISOLAMENTO ISTITUZIONALE E IL MANCATO LUTTO CITTADINO
La famiglia denuncia inoltre una totale assenza di vicinanza da parte delle istituzioni
comunali. In particolare, viene contestata la scelta di non proclamare il lutto cittadino,
interpretata come la volontà di “stendere un velo pietoso” per non sollevare questioni
scomode sulla gestione della sanità locale e sullo stato di abbandono degli ospedali.
LE AZIONI LEGALI
Rosa Nigro ha già coinvolto la locale stazione dei Carabinieri, riservandosi di sporgere
formale querela per tutelare la propria posizione e la memoria del figlio. “Non
permetterò a nessuno di calpestare la memoria di Serafino per difendere la propria
immagine politica”, ha ribadito con forza.
UN GRIDO PER LA COMUNITÀ
Il comunicato si chiude con un ringraziamento alla cittadinanza per l’immenso affetto
dimostrato, che contrasta con il “gelo istituzionale” percepito. La battaglia di Rosa Nigro
non è solo una ricerca di pace privata, ma una richiesta di dignità per l’intera comunità,
affinché nessun altro cittadino debba soccombere a causa di un sistema sanitario
inefficiente e di un potere che tenta di silenziare il dissenso.
L'articolo Caso Serafino Congi, la madre Rosa Nigro rompe il silenzio: non mi farò zittire. Voglio verità proviene da Il Fatto di Calabria.